Milano, 2 febbraio 2018 -  «Questa primavera facciamo le zucchine sott’olio? E poi, la passata di pomodoro? Quella buona, fatta in casa. Che ne dici?», chiede il marito. «Sì – risponde la moglie –, ma le verdure? Che non sia la solita robaccia che non sai manco se è delle nostre parti». Lui apre il pc, va su internet. «Ci facciamo l’orto on line». E così i due si trovano virtualmente a Rozzano, alle porte di Milano. Qui c’è l’azienda San Giuda, «il patrono delle cause impossibili», scherza uno dei due fattori, Stefano Piatti, 28 anni e una laurea in Giurisprudenza in tasca. Stefano ha però deciso di lasciare la strada della toga nera e di prendere quella fatta di sveglie all’alba e trattori.

Insieme al socio Marco, suo coetaneo, ha deciso di aderire al progetto “Ortiamo”, partito da due fratelli marchigiani. Progetto che offre una soluzione a chi vuole mangiare verdura genuina, coltivata con metodi naturali, senza schifezze e pesticidi, ma non ha la possibilità di coltivare la terra, perché abita in città, oppure non ha nè il tempo nè le competenze per farlo. Per risolvere il problema oggi basta un clic sul sito Ortiamo e “adottare a distanza” un orto. Compare una schermata con varie domande: che tipo di orto vuoi? Estivo, invernale o annuale? Che appezzamento ti interessa? Piccolo, medio o grande? Sei solo? No problem, c’è anche il mini campo per i single. In ultimo: «Ti coltiviamo noi l’orto, o vuoi darci una mano?». Sì, perché chi ha il pollice verde, invece di limitarsi a digitare sullo smartphone, può stare gomito a gomito con il fattore a seminare e raccogliere.

«Incoraggiamo le famiglie a venire con i bambini», spiega Stefano mentre ci mostra i 54 ettari di terra che lui e il socio coltivano a soia, mais, frumento e naturalmente verdura. Adottare un orto è facile, ma si può scegliere cosa coltivare? «Certo: pomodori, insalata, zucchine, peperoni, qualsiasi cosa. Basta andare sul sito – www.ortiamo.it –, compare una schermata con tutte le verdure. Cliccandoci sopra si vede la resa. Per esempio: per 1,5 metri quadri di coltivazione di melanzane ne vengono fuori quasi 8 chili. Con meno di un metro quadrato di terreno per le zucchine, 9 chili di resa. Una signora ha chiesto un appezzamento tutto di patate». Un ritorno alla natura, con la voglia di valorizzare «quello che facevano i nonni. Vivere la fattoria come luogo dove stare tutti insieme», afferma Stefano, che ha fatto della sua tesi di laurea un progetto ambizioso: «Vogliamo creare un ambiente ospitale e aperto a tutti. La mia tesi era sull’agricoltura sociale: la natura può aiutare il reinserimento. Stiamo seguendo progetti per far lavorare rifugiati politici ed ex detenuti». Tante idee per la testa dei giovani under 30 che hanno deciso di trascorrere la vita nei campi, aiutando gli altri.

«Con Ortiamo vogliamo avvicinare a questa realtà anche chi non ha tempo o voglia». In effetti, c’è da considerare anche chi non ha tempo, ma vuole comunque mettere in tavola cibi buoni. Che si fa? «Ci pensiamo noi: coltiviamo e portiamo direttamente a casa la verdura raccolta». Il costo? Se l’orto si coltiva insieme al fattore, nel periodo estivo (da maggio a settembre), per un appezzamento di 5 metri per 4 (comodo per due persone), si spendono 180 euro. E se fa tutto il fattore? Con 380 euro (anche a rate) l’orto virtuale è fatto.