Milano, 5 luglio 2016 - Martina Levato è pronta a parlare con i giudici del tribunale dei Minori che dovranno decidere della sorte di suo figlio. È decisa a raccontare, nel corso dell’udienza fissata per giovedì nel carcere di San Vittore, della sua difficile presa di distanza dall’ex amante Alexander Boettcher. È una donna diversa da quella che, un anno fa, per gli stessi giudici minorili che hanno affidato il piccolo a una casa famiglia, aveva dimostrato di subordinare "il progetto procreativo e genitoriale al programma criminoso, sprezzante, non solo delle possibili conseguenze sul piano della propria libertà personale, ma anche di quelle che sarebbero ricadute sul bambino". E che vedeva il neonato come il "cemento" del folle progetto suo e di Alexander di punire tutti i suoi ex, cancellando il loro viso con l’acido. In questi 12 mesi, però, molto è cambiato.

E dopo aver difeso l’ex compagno anche nel processo, celebrato a suo carico con rito abbreviato, per le aggressioni con l’acido a Giuliano Carparelli e Stefano Savi e il tentativo di evirazione di Antonio Margarito (che le è valso una condanna a 16 anni oltre ai 12 in appello per il blitz contro Pietro Barbini ) ha deciso di staccarsi da lui. "Martina ha molte aspettative per questa udienza – spiega il suo avvocato, Laura Cossar – e spera che i giudici vedano la madre che è diventata. Quella di allontanarsi da Boettcher, come ha riconosciuto lei stessa, è stata una decisione tardiva". Anche i nonni materni e la nonna paterna, che hanno chiesto l’affidamento, per le due esperte, non sarebbero adatti ad allevare il nipote. "Una soluzione possibile – suggerisce l’avvocato Cossar – è quella di trasferire Marina all’Icam (l’istituto di custodia attenuata per le madri detenute) insieme al figlio".

Il 12 di luglio toccherà a Boettcher affrontare i giudici. Anche lui e la madre Patrizia Ravasi hanno chiesto l’affidamento del piccolo. Il Tribunale successivamente stabilirà un termine entro il quale le parti dovranno depositare le loro conclusioni e eventualmente fisserà un’udienza per la discussione, prima di arrivare a una decisione. I giudici potrebbero anche dichiarare il bimbo adottabile e di affidarlo subito, a un’altra famiglia.