Mantova, 28 ottobre 2017 - La lentezza fa tendenza. La celebra da anni Slow Food, l’ha invocata per Milano il sindaco Sala, la esalta il festival mantovano dedicato alle nuove generazioni, «dai 18 mesi ai 18 anni» come sottolinea la sua fondatrice e direttrice artistica Cristina Cazzola. Non a caso è la chiocciola, disegnata dalla rockstar Giorgia, e disseminata in tutta la città, il simbolo della dodicesima edizione di Segni New Generation (nome che ha sostituito Segni d’Infanzia) che inizia oggi e si concluderà con ricca ma meditata programmazione domenica 5 novembre. Tra i 300 eventi disseminati in 9 giorni spicca l’anteprima nazionale dello spettacolo ‘Allegro Andante’ di Paolo Rumiz, fissata per mercoledì al teatro Bibiena.

Lo scrittore viaggiatore, appassionato di spostamenti a piedi o con i mezzi più insoliti, darà vita a un racconto fiabesco dedicato a bambini e adulti, scaturito dalla sua esperienza con l’European Spirit Youth Orchestra, singolarissima compagine formata all’insegna della bandiera stellata europea, che rinasce ogni anno con elementi nuovi. La voce del narratore triestino fa parte di un coro molteplice che accomuna sotto le insegne del festival artisti e intellettuali provenienti, oltre che dall’Italia, da Francia, Olanda, Spagna, Danimarca e Norvegia.

Al ritmo tra note e miti boreali norvegesi è dedicato, per citarne qualcuno, lo spettacolo allestito da Roberto Bonati (ParmaJazz Frontiere) col percussionista Roberto Dani e l’attrice Sarta Zoia. (sempre al Bibiena il 4 e il 5 novembre). La compagnia teatrale olandese Bontehond con una satira sui tablet ribelli si esibisce invece per 4 giorni di fila nell’Atrio degli Arcieri a Palazzo Ducale, aperto come anche Palazzo Te agli eventi del festival mantovano. Alla scena nazionale appartengono le Manifatture teatrali milanesi, che portano nella città dei Gonzaga (martedì al teatro Ariston) il monologo ‘Quasi perfetta’ sullo scottante tema dell’anoressia.

Più leggera la fiaba-concerto della Bottega degli Apocrifi intitolata ‘Schiaccianoci swing’ e messa in scena da un quartetto di artisti. Dell’elenco necessariamente incompleto del caleidoscopio mantovano fanno parte la collaborazione col Nordic Film Fest di Roma e col Trento Film Festival dedicato alla montagna, oppure il ciclo di spettacoli intitolato ‘La Francia in scena’ nel quale non può mancare un escargot (la chiocciola in francese), tantissime compagnie teatrali (il Teatro all’Improvviso, del Buratto, del Piccione, il Teatro Telaio e altre).