Lodi, 11 gennaio 2018 - La circolare dell’Azienda socio sanitaria territoriale sul pagamento della mezz’ora di pausa di infermieri e operatori socio sanitari manda su tutte le furie il sindacato «altro che scalargli la mezz’ora dalla busta anche se non fanno la pausa, dovrebbero pagargli lo straordinario perché saltano il riposo per senso del dovere. Ma vogliono risparmiare e vanno contro alla legge".

È Gianfranco Bignamini di Codogno, della sigla Fsi-Usae Federazione Lodi, ad attaccare. Dall’ufficio personale, contattato tramite l’azienda, invece preferiscono non rilasciare nessun commento. "Se un infermiere o un operatore socio sanitario lavora in un reparto ha diritto di andare in mensa e fare la pausa di mezz’ora ed è giusto che se si ferma gli scalino la mezz’ora dal pagamento, ma se non possono staccarsi per mantenere i livelli di assistenza essenziali non puoi scalargli comunque la mezz’ora, anzi, dovresti invece pagargli lo straordinario – incalza Binamini –. Questo è l’unico ospedale in Italia in cui succede questo e ciò vale nei quattro nosocomi di tutta la provincia". "L’Asst dovrebbe pagare la mezz’ora di straordinario a chi salta la pausa perché dopo 6 ore di lavoro questi dipendenti hanno diritto di avere una sosta psico fisica. Invece l’azienda, senza contattare sindacato e rsu, 5 giorni fa ha emanato una circolare, di cui ho informato Regione, prefetto e autorità, che dice che tutti i dipendenti, anche se non fanno la pausa e non vanno in mensa, si vedranno detratta la mezz’ora. Azione tra l’altro fuori dal contratto e dalla legge 66". "Saltare la mezz’ora in pronto soccorso o per chi frequenta le sale operatorie ad esempio succede spesso per via delle emergenze – insiste –. Ma dall’alto devono risparmiare per coprire i loro buchi, devono chiudere un bilancio sproporzionato, io intanto valuterò se far partire una denuncia. Ci sono anche corti di cassazione che difendono i lavoratori su questa questione". "Oggi secondo me nel Lodigiano mancano 70 infermieri e 30 Oss e questo provoca carichi di lavoro e straordinari notevoli. La Regione ha confermato che nel territorio risulta un numero spropositato di ore straordinarie, fino a 500 ore pro capite a testa – sottolinea Bignamini –. A gennaio l’azienda dovrà quindi sborsare soldi propri per pagare centinaia di lavoratori che hanno dalle 200 alle 500 ore a testa di straordinario. Sono tra le 60 le 70 persone al giorno a non poter fare la pausa. Ecco perché non vogliono pagarla più, i risparmi sarebbero notevoli" conclude.