Lodi, 8 novembre 2017 - "Sulle residenze dei brasiliani non decidevo nulla: ogni richiesta di accertamento partiva dall’Anagrafe del Comune interessato, poi l’incarico veniva affidato al Consorzio". È durato oltre un’ora l’esame dell’imputato Sergio Broscritto, 53 anni, l’ufficiale del Consorzio di Polizia locale del Nord Lodigiano, ex comandante dei vigili di Zelo Buon Persico fino al 2014, accusato di corruzione per un giro di false residenze a Tavazzano. Ieri, davanti ai giudici del Tribunale di Lodi, Broscritto ha provato a difendersi dalla pesante accusa che il 12 gennaio scorso l’aveva portato in carcere a San Vittore. Il nome di Broscritto, oggi con la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Crema, era saltato fuori durante le intercettazioni telefoniche raccolte dalla Gdf di Lodi nel 2015.

Dalle indagini era emersa la collaborazione con un’agenzia di pratiche anagrafiche di Massalengo (la titolare ha patteggiato a 2 anni di reclusione) che avrebbe falsificato documenti per far ottenere la cittadinanza in Italia a persone di nazionalità brasiliana. Ogni persona versava fino a 6mila euro all’agenzia. Il sistema, solo nel secondo semestre del 2016, aveva permesso il rilascio di 280 residenze fittizie e un giro d’affari di 2 milioni di euro l’anno. Al vigile sono contestati tre episodi di corruzione. "Per diverso tempo - ha detto in aula Broscritto - avevo effettuato i controlli nelle abitazioni con altri agenti, poi dall’aprile 2016 avevo iniziato a farli anche da solo. Con la titolare dell’agenzia di Massalengo non avevo nessun rapporto". E invece per l’accusa Broscritto sarebbe stato il terminale di una fitta collaborazione con l’agenzia brasiliana di Massalengo. Per la difesa del vigile invece "Non ci sono riscontri del pagamento - spiega l’avvocato di Broscritto, Gioacchino De Luca - Broscritto non ha intascato un centesimo". All’imputato è contestato anche un altro atto di corruzione per aver cancellato le multe a una famiglia di conoscenti. La sentenza di primo grado è attesa domani.