Lecco, 7 ottobre 2017 - Un biglietto, anzi due, di sola andata per Angela Parimbelli e Paolo Trapani, 31 anni lei 34 lui, marito e moglie di Lecco che hanno deciso di rinunciare ad un posto di lavoro fisso per girare il mondo. Partiranno a gennaio, quando torneranno a casa però non si sa, certamente non prima di 12 mesi, sebbene l’obiettivo dichiarato è quello di continuare per sempre a viaggiare.

«Da un impiego a tempo indeterminato a un viaggio a tempo indeterminato – spiegano i due, che si sono sposati ad aprile –. Il posto stabile è il sogno di chiunque, specialmente per i giovani della nostra generazione. Lo era anche per noi che abbiamo faticato tanto per ottenerlo e per essere assunti in due multinazionali. Ci siamo però accorti che il lavoro da fisso è diventato statico, monotono, quasi un guinzaglio: tutti i giorni avanti e indietro da Milano, gli orari, le scadenze, gli impegni, il poco tempo a disposizione per coltivare le amicizie e gli interessi...». Da qui la decisione di dimettersi, contro il parere dei rispettivi genitori, preparare bagagli e valigie e, con i soldi della liquidazione, imbarcarsi intanto per l’Asia, poi si vedrà per quali altre mete. «La prima destinazione è Bangkok, Thailandia – spiegano gli sposini –. Da lì andremo in Birmania, visiteremo tutto il sud-est asiatico e infine il Giappone, ma speriamo di poter proseguire anche oltre negli altri continenti». Angela e Paolo, originari di Bergamo ma lecchesi d’adozione dopo essere approdati per scelta convinta sul Lario ormai sei anni fa, nonostante la giovane età sono già due esperti giramondo, quasi dei veterani. Per un paio d’anni si sono trasferiti per lavoro in Scozia, conoscono tutta l’Europa, sono stati in Africa e in America. Per il viaggio​ di nozze si sono regalati una vacanza in Perù: «È stato proprio il viaggio in Perù a permetterci di maturare la convinzione di lasciare tutti e tutto per partire all’avventura», rivelano. Sì, perché non viaggeranno in prima classe, né soggiorneranno in hotel a 4 stelle o resort di lusso. «Abbiamo stabilito un itinerario di massima, senza prenotare nulla – raccontano –. Ci sposteremo con uno zaino in spalla, dormiremo dove riusciremo e dove ci accoglieranno, vogliamo vivere nei posti che visiteremo e con le persone che lì ci abitano».