Lecco, 18 maggio 2017 - È stato iscritto nel registro degli indagati Antonio Nicola Marongelli, il 49enne lecchese ideatore dei cataloghi venduti in rete che raggruppano i profili Facebook di 1.218 donne single di Lecco e di 734 di Monza, i cui dati sono stati utilizzati a loro insaputa e senza il loro consenso. Le ipotesi di reato che gli vengono contestate sono la violazione della normativa sulla privacy, perché appunto ha utilizzato e divulgato dati sensibili per un’iniziativa commerciale senza l’esplicito consenso informato delle dirette interessate, e la diffamazione aggravata, perché le giovani e le signore le cui generalità, età e foto sono finite nelle due pubblicazioni online, sono state in qualche modo presentate come disponibili a intraprendere relazioni con sconosciuti per il semplice motivo di dichiarasi sentimentalmente non impegnate. Il fascicolo è stato aperto dal procuratore capo Antonio Angelo Chiappani, che poi lo ha trasmesso al sostituto Silvia Zannini, mentre degli accertamenti si occupano gli agenti della Mobile del comandante Marco Cadeddu.

Nel frattempo l’autore dei cataloghi ha provveduto non solo a ritirarli dal mercato, ma ha anche cancellato molti dei siti che erano riconducibili a lui, come quello del circolo culturale Orangita Books da lui fondato nel luglio 2013 per promuovere concorsi letterari e sostenere scrittori emergenti e indipendenti, oppure la pagina dell’enciclopedia del web Wikipedia che lui stesso aveva scritto su di sé. «Il mio network si autosfoltisce», ha annunciato dai social. Continua tuttavia a sostenere e spiegare che «ogni cosa, in questa vicenda, è stata strumentalizzata». 

Nonostante ciò e nonostante le scuse verso chi «può essersi sentito offeso, perché non c’è mai stata nessuna intenzione in tal senso», in diversi tra quanti hanno avuto modo di collaborare con lui ne hanno preso subito le distanze. Ad esempio il presidente della delegazione della Croce rossa italiana di Valmadrera Alberto Pedrone, di cui Antonio Nicola Marongelli è stato volontario e di cui ne sfoggia la divisa in alcuni immagini postate in rete, tiene a precisare come «non appartenga più da diverso tempo a Croce rossa e non intrattenga più con essa alcun tipo di rapporto».