Como, 7 dicembre 2017 - Blitz della polizia, all'alba di stamani, nei confronti di appartenenti ad un'organizzazione di estrema destra.  La Questura ha notificato ai dieci indagati non residenti in provincia di Como il provvedimento del foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune di Como per un periodo di tre anni. Ai tre comaschi indagati il questore ha rivolto l'avviso orale, l'invito a cambiare condotta che, in caso di violazione, può portare all'applicazione della sorveglianza speciale o di altre misure di prevenzione più afflittive. 

Le perquisizioni, effettuate nelle abitazioni di 12 dei 13 militanti dell'Associazione Veneto Skinhead, hanno portato al sequestro di personal computer, chiavette salvadati, supporti informatici e documentazione cartacea inerente all'irruzione alla riunione di Como. Il reato contestato, violenza privata. Tutto materiale, ha spiegato il questore di Como, Giuseppe De Angelis, è al vaglio delle Digos delle questure interessate ( Como, Genova, Lodi, Mantova, Brescia e Piacenza) e dell'Ucigos, il Servizio per il Contrasto dell'estremismo e del terrorismo interno. Le perquisizioni domiciliari e personali si sono svolte senza problemi. Nessuna perquisizione invece a Lonigo (Vicenza), dove ha sede l'Associazione Veneto Skinhead, perché in realtà la sede non esiste, essendo soltanto un recapito di casella postale. 

I fatti al centro delle indagini risalgono al 28 novembre scorso quando, nel corso di una riunione a Como organizzata nel Chiostrino di Sant'Eufemia dall'associazione "Como senza frontiere", un gruppo di estremisti di destra ha fatto irruzione nella sala del convegno e ha letto un comunicato, firmato dal gruppo e intitolato "Como senza frontiere: ipocriti di mestiere", contro le attività delle organizzazioni impegnate nell'accoglienza dei migranti. Gli investigatori, grazie alle riprese audio-video, hanno individuato  i responsabili dell'azione, noti appartenenti al gruppo di destra.