Como, 21 dicembre 2017 -  «Non ci sto a passare per il sindaco più cattivo d’Italia». Ha picchiato i pugni sul tavolo e non solo in senso figurato il sindaco Mario Landriscina, protagonista ieri di una conferenza stampa-sfogo convocata per replicare allo tsunami di critiche piovutegli addosso da tutta Italia per l’ordinanza anti clochard firmata a pochi giorni dal Natale.

Un vero e proprio scivolone dal punto di vista dell’immagine della città, dopo che si è diffusa la notizia che oltre ai mendicanti erano stati allontanati dal centro anche i volontari dell’associazione WelCom che lunedì mattina stavano servendo, come fanno da 7 anni, le colazioni ai clochard sotto il porticato di San Francesco. «Ho firmato il provvedimento a Natale perché il conflitto rischiava di acuirsi: da mesi i residenti chiedevano una soluzione – ha spiegato il sindaco - Io devo ascoltare le esigenze di tutti i cittadini. Con le associazioni c’è collaborazione, c’è stato il tavolo di Emergenza freddo dove abbiamo discusso anche dell’assistenza ai senza fissa dimora. Fermare i volontari quella mattina non è stato un errore, probabilmente c’è stata un’incomprensione tra loro e i vigili, se si fossero capiti meglio io non sarei stato qui e probabilmente avrei trascorso un Natale migliore».

Da giorni sui social «boicottare il Natale di Como» sembra essere diventata la parola d’ordine. Ieri nell’ordine si sono scagliati contro il Comune la blogger Selvaggia Lucarelli che si è offerta di pagare la multa a chi in città persevera a dare la colazione ai poveri, i professori del Dipartimento di Culture politiche dell’Università di Torino e altri. Prende invece le difese di Landriscina l’assessore regionale alla sicurezza, Simona Bordonali, che non solo ha elogiato l’iniziativa di Como, ma ha invitato altri sindaci a imitarla.