Guanzate (Como), 15 luglio 2017 - L'ultima frontiera della lite condominiale rischiano di viverla nelle prossime settimane a Guanzate, dove un privato, esasperato per le scaramucce da pianerottolo con i vicini, ha deciso di affittare il suo appartamento a una cooperativa che si occupa di profughi. A farne le spese il neosindaco Cinzia Negretti, che insieme alla telefonata di auguri del prefetto si è trovata, in regalo, dieci profughi da gestire. «Quando il 30 giugno scorso mi ha chiamato il dottor Bruno Corda sono balzata sulla sedia – spiega – avevano fatto il passaggio di consegne con il sindaco Flora Carnio che però non mi aveva detto nulla. Invece il prefetto mi ha spiegato che da lì a qualche giorno sarebbero arrivati dai 10 ai 14 profughi.

Una notizia del tutto inaspettata, anche perché queste persone verranno alloggiate all’interno di un piccolo condominio dove vivono sei famiglie, all’interno di un appartamento che il proprietario ha deciso di affittare a una cooperativa che segue i richiedenti asilo. Purtroppo avendolo saputo così tardi, a cose praticamente compiute, non abbiamo avuto margini di manovra. Ho provato a contattare il proprietario, che è irremovibile e non si è neppure presentato a un incontro che avevamo indetto in Comune, mentre l’amministratrice condominiale è preoccupata, ma purtroppo non ha potuto che prendere atto della decisione del condomino».

Gli unici a dare qualche garanzia al neosindaco sono stati i responsabili della cooperativa i quali, comprendendo la delicatezza della collocazione hanno deciso di inviare dieci ragazzi del Bangladesh, con il proposito nei prossimi mesi di rimpiazzarli con qualche famiglia. «Abbiamo fatto un’assemblea pubblica cercando di spiegare la delicatezza della situazione – prosegue il sindaco – ma la nostra gente non ha preso bene questa decisione calata dall’alto». La Lega Nord ha addirittura organizzato una marcia di protesta minacciando di portare la questione sul tavolo del ministro Minniti, a Roma.

«Il prefetto mi ha consigliato di metterli al lavoro, anche per offrire loro la possibilità di integrarsi più velocemente – conclude il sindaco – vedremo di coinvolgerli in qualche progetto adatto a loro, tenendo conto che non parlano la nostra lingua. Da parte nostra non c’è alcun tipo di pregiudizio nei loro confronti, ma nutriamo dubbi sulla loro collocazione e soprattutto sul modo in cui siamo venuti a sapere del loro arrivo. Probabilmente questa decisione andava condivisa prima con la gente di Guanzate».