Brescia, 8 febbraio 2016 - Elena Perotti, la donna che quattro anni fa a Travagliato sfregiò l’ex fidanzato William Pezzullo, è distrutta. Il Tribunale per i Minorenni di Brescia le ha tolto la secondogenita, nata nella notte tra il 23 e il 24 gennaio. La piccola è figlia dell’uomo che Elena ha sposato alcuni mesi fa, conosciuto mentre stava trascorrendo la pena detentiva agli arresti domiciliari in una comunità di Bariano in provincia di Bergamo.  Attualmente la bimba si trova in un istituto della Franciacorta, mentre Elena dopo essere rimasta con lei per oltre dieci giorni alla clinica Poliambulanza di Brescia dove ha partorito, attualmente è a casa dei suoi nonni. I giudici, per ora, non hanno ritenuto opportuno di affidare la neonata al padre o ai parenti di lui, così come ai nonni di Elena Perotti.

«La mia assistita è a pezzi- spiega Cristina Tramacere, legale di Elena – venerdì era sola alla Clinica Poliambulanza quando gli assistenti sociali si sono presentati da lei spiegando quali sarebbero state, almeno per il prossimo futuro, le sorti di sua figlia e spiegandole anche le motivazioni del decreto. Elena in questo momento vorrebbe solo poterla allattare, svezzare e crescere, magari insieme al fratellino che le è stato tolto quando ha fatto domanda di trascorrere gli arresti domiciliari nella casa del marito». 
Quello della Perotti è un caso complesso. Duro. William Pezzullo è rimasto sfregiato a vita. «La mia cliente è cosciente di ciò che ha fatto – dice il legale – ma lo sbaglio compiuto, l’unico della sua vita, non ha mai compromesso la sua capacità genitoriale. L’episodio di cui è stata protagonista è assolutamente isolato. Si chiede perché le siano stati tolti i figli. Il primogenito le manca moltissimo poiché lo vede solo due giorni la settimana e ora potrà vedere solo due volte anche la seconda figlia». 

Elena Perotti non è mai stata considerata una madre pericolosa, come dicono le relazioni presentate dai legali in sede di udienza. Non è escludibile che presto i giudici possano cambiare idea ed affidare la neonata alla nuova famiglia della Perotti o ai suoi parenti più stretti. Lei dovrà, almeno per quanto deciso fino ad ora, continuare la sua pena detentiva in comunità.