Pontirolo Nuovo, 14 luglio 2017 - Quando li ha ricevuti in ufficio e ha sentito la loro richiesta, ha fatto un salto sulla sedia. Di proposte strane, nella sua carriera amministrativa, Gigliola Breviario, dal 2014 sindaco di Pontirolo Nuovo, deve averne sentite parecchie. Ma questa l’ha sorpresa: due futuri sposi, Veronica Appiani, 37 anni e Massimiliano Fabricatore, 52 anni, che intendono sposarsi civilmente in municipio il 3 marzo prossimo, le hanno chiesto che a portare le fedi nuziali siano i loro due cani, due Bullmastiff di 3 e 4 anni. Il primo cittadino, eletto con la civica di centrosinistra “Uniti per Pontirolo”, ha risposto con un diniego, rifiutandosi di concedere l’autorizzazione.

"I due cani possono entrare con guinzaglio e museruola – sottolinea Gigliola Breviario – e assistere alla cerimonia, ma che portino le fedi, francamente, mi sembra un’esagerazione. Nel mio municipio non voglio farlo: il matrimonio, anche quello civile, ha una sua sacralità". Di parere opposto, ovviamente, Massimiliano Fabricatore e la futura sposa: "Purtroppo –- spiega il 52enne – questa vicenda ha scatenato una feroce contrapposizione sui siti online tra chi è a favore degli animali e chi li odia. Non è questo il messaggio che deve passare, ma quello che bisogna tutelare i diritti di una persona che vuol fare una cosa in cui crede. Sono le nostre nozze, non quelle del sindaco di Pontirolo. I nostri cani fanno parte della famiglia, hanno sempre vissuto con noi, vengono in vacanza, sono addestrati, li portiamo al ristorante, non hanno mai creato problemi. Ripeto: la cerimonia è la nostra, mia e della mia futura moglie, con poche persone come invitati. Ma il primo cittadino ci ha detto di no, anche se non sapeva se c’era effettivamente una legge che le consentisse di respingere la richiesta. Io e Veronica non riusciamo proprio a capire perchè i nostri due cani debbano restare esclusi da un momento così importante per la nostra vita".

Massimiliano e Veronica, comunque, non hanno nessuna intenzione di arrendersi e vogliono proseguire nella loro battaglia, che definiscono “di civiltà”. Nei prossimi giorni, quindi, si metteranno alla ricerca di un altro Comune che consenta loro di sposarsi come desiderano. "Vogliamo - conclude Fabricatore - che siano i nostri due cani, con nostro figlio, che ha dieci mesi, a portare le fedi il giorno del nostro matrimonio». «Se trovano un altro Comune, rilascerò l’autorizzazione – precisa il sindaco – ma nel mio municipio non se ne parla proprio. Anch’io possiedo un cane e amo gli animali in generale, ma quello che mi hanno chiesto i due futuri sposi è troppo".