Pietro Anastasi con la maglia del Varese
Pietro Anastasi con la maglia del Varese

Varese, 18 gennaio 2020 - "Papà aveva la Sla, che gli era stata diagnosticata tre anni fa dopo essere stato operato di un tumore all'intestino. Gli ultimi mesi sono stati davvero devastanti e lui giovedì sera quando era ricoverato all'ospedale 'di Circolo' di Varese ha chiesto la sedazione assistita per poter morire serenamente". Così Gianluca Anastasi ha ricordato la scomparsa del padre Pietro avveneta ieri, confermando che è stata dovuta alla Sla. "Ha scelto lui giovedì sera di andarsene. Ha chiamato mia mamma e ci ha detto di volerla subito".

C'è una data che lega in maniera indelebile Pietro Anastasi a Varese e al calcio a Varese. Il giorno è il 4 febbraio. L'anno il 1968. A Masnago i biancorossi rifilano cinque reti alla Juventus con tripletta del giovane Anastasi. E' la partita simbolo degli anni gloriosi del calcio varesino ma è anche la gara che consacra definitivamente l'attaccante di origine siciliana, che al termine di quella stagione 1967-68 passerà proprio alla Juventus. In bianconero Anastasi vivrà gli anni più importanti della sua carriera prima del passaggio all'Inter nel 1976 per poi concludere con Ascoli e Lugano.

Ma il legame con Varese per Anastasi va oltre il campo. Da qui sono passate alcune delle tappe più importanti della sua vita. A Varese ebbe inizio la sua carriera da professionista nel 1966 in serie B. Nello stesso anno conobbe la varesina Anna, che poi diventerà sua moglie e gli darà due figli. Concluso la carriera da calciatore nel 1982, Anastasi si stabilirà definitivamente a Varese con la famiglia. Nella “città giardino” si è conclusa anche la sua vita dopo una lunga malattia. Rimarranno per sempre i ricordi di un periodo indimenticabile per i tifosi varesini e un murales che ne raffigura l'effige realizzato su uno dei muri esterni dello stadio Ossola.

Su Facebook l'omaggio del presidente della Regione, Attilio Fontana, varesino doc: "Per chi ha vissuto il calcio della fine degli anni Sessanta e degli anni Settanta è stato un ottimo attaccante. Per me, varesino, è stato un 'grande. Con la maglia biancorossa della mia città - ha scritto Fontana -, lui giovane siciliano catanese, ha iniziato una brillante carriera. Lo ricordo a Masnago nel Varese di Picchi, Maroso, Sogliano e Da Pozzo. E poi nella Juve, nell'Inter e in Nazionale. Grazie per i tanti gol che ci hai regalato e per la tua semplicità unica, riposa in pace Pietruzzu". I funerali saranno celebrati nel pomeriggio nella Basilica di San Vittore a Varese. A partire da domani mattina alle 10, all'interno della sala comunale Estense, verrà aperta al pubblico la camera ardente