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9 apr 2022

"Ariaferma" di Leonardo di Costanzo vince il Baff, premio al doc di Ricky Tognazzi su Ugo

Il film trionfatore si aggiudica anche la miglior sceneggiatura. Riconoscimento alla carriera al maestro della fotografia Vittorio Storaro

Silvio Orlando e Toni Servillo in "Ariaferma"
Silvio Orlando e Toni Servillo in "Ariaferma"

Busto Arsizio (Varese) - E' 'Ariaferma' di Leonardo di Costanzo il film vincitore della XX edizione del Baff, il Busto Arsizio film festival, che si aggiudica anche il premio 'Carlo Lizzani' per la Miglior sceneggiatura. la kermesse ha assegnato anche i premi per la Miglior attrice di serie Tv a Milena Mancini, per la Miglior attrice esordiente a Lina Siciliano, per la Miglior opera prima a 'Una Femmina' di Francesco Costabile e per il Miglior attore a Giorgio Tirabassi. Il Premio speciale per il documentario è andato a Ricky Tognazzi e un altro riconoscimento speciale ai premi Oscar Vittorio Storaro e Anthony La Molinara.

Secondo la giuria del Baff 'Ariaferma', che è ambientato all'interno di un carcere e annovera nel cast Toni Servillo e Silvio Orlando, "è un film geniale, capace di rendere lo spazio chiuso una specie di prateria dell'anima dove persone diverse tra loro devono fare i conti con la propria solitudine. Un film che racconta una storia difficile con rara semplicità ed efficacia".

Fra le motivazioni del riconoscimento femminile "tra cinema, teatro e televisione, Milena Mancini ha al suo attivo film e serie di successo nei quali ha sempre dimostrato grande professionalità e disponibilità nell'interpretare personaggi anche molto diversi tra loro. Il grande successo di 'A casa tutti bene' e 'Christian' ne sono la prova più evidente".

Sul documentario di Ricky Tognazzi si sottolinea che "'La voglia matta di vivere' vede uniti la passione del cinefilo e l'affetto di un figlio nei confronti di un padre che ha saputo sperimentare ai massimi livelli lo spettacolo. Un ritratto appassionato, tenero e personale". Mentre al mago della fotografia Vittorio Storaro va il riconoscimento "per una carriera che non ha eguali, un nome che è diventato un mito per tutti i capolavori che ha saputo firmare. Ma soprattutto un uomo che non ha mai avuto timore di sperimentare e che ha saputo rendere la luce centrale in tutte le immagini che ha curato con rara maestria".

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