di Mattia Boria È arrivato da Fano a Varese dopo circa due ore di volo Mattia Negusanti. Ad atterrare a Calcinate del Pesce è stato il primo pilota diversamente abile capace di ottenere all’Aero Club Fano l’attestato di volo Vds per il trasporto del passeggero, caso unico in tutta Europa. Per lui nessun ricorso alla retorica, le sue parole sgorgano sincere e lasciano il segno: "Lo scorso anno alla presentazione del progetto Servofly per un programma Rai arrivai qui in treno. Ora abbiamo fatto un ulteriore passo grazie alla...

di Mattia Boria

È arrivato da Fano a Varese dopo circa due ore di volo Mattia Negusanti. Ad atterrare a Calcinate del Pesce è stato il primo pilota diversamente abile capace di ottenere all’Aero Club Fano l’attestato di volo Vds per il trasporto del passeggero, caso unico in tutta Europa.

Per lui nessun ricorso alla retorica, le sue parole sgorgano sincere e lasciano il segno: "Lo scorso anno alla presentazione del progetto Servofly per un programma Rai arrivai qui in treno. Ora abbiamo fatto un ulteriore passo grazie alla volontà di tutti coloro che mi hanno sostenuto. Non sono mai solo in volo, io rappresento soltanto il volto di una squadra che ha permesso tuto questo".

Mattia è un ex carabiniere che a causa di un incidente stradale ha perso l’uso del bracco sinistro. Da ieri questo trentacinquenne è il simbolo vivente di quanto una condizione svantaggiata non debba trasformarsi uìin un alibi per non porsi traguardi ambiziosi. Anche sotto questo aspetto è lo stesso protagonista a non usare giri di parole. "Un marchingegno ingegnoso permette a me, un uomo che non è in grado di sbucciare una mela, di volare per due ore. Non si tratta di un volo fine a sé stesso, rappresenta un messaggio chiaro: anche chi è nelle mie condizioni può fare di più. So che non scalerò mai una montagna, ma chi oggi mi vede sa che una sfida, anche la più difficile, si può vincere". Mattia afferma di voler rappresentare uno strumento di incoraggiamento per tante altre persone in condizioni simili alla sua. Tra queste una ragazza in sedia a rotelle conosciuta poco prima della partenza.

L’arrivo di ieri è la chiusura di un cerchio, il lieto fine di una storia che attende nuovi capitoli. Il protagonista però non nasconde le pagine più dure. "Posso dirvi di non conoscere tecnicamente lo strumento che mi ha permesso di essere qui oggi. Ma posso aggiungere che non vi nego che ci sono stati momenti difficili, tappe di avvicinamento che mi hanno visto a volte cedere allo sconforto. Non è stato facile, però oggi a ogni decollo porto con me tutti quelli che mi hanno dato una nuova possibilità. E lo dico senza voler cadere nella retorica".

Il sogno di Mattia è stato anche una sfida fatta propria da parte di diverse aziende lungo il territorio italiano. Tra queste ha avuto un ruolo determinate anche l’Aidro di Taino. La società ha infatti prodotto, grazie alla stampa 3D, quei modelli che sono poi diventati la strumentazione che viene utilizzata per il volo. L’amministratore delegato dell’azienda Valeria Tirelli ha raccontato come un progetto creato su un foglio bianco dal disegnatore Paolo Picchi sia oggi una concreta realtà che spalanca le ali verso nuove sfide.