Varese, 13 marzo 2018 -  «Nessuna risposta. C’è chi aspetta da quasi un anno di sapere se la domanda di richiesta d’asilo è stata accolta oppure no. Non sappiamo cosa ci succederà. Avremo un futuro? Oppure ci rimanderanno all’inferno?». Parlano in modo deciso i richiedenti asilo ospitati all’ex hotel Plaza. Attendono di sapere se la richiesta di protezione avanzata sarà accolta o no. Ieri, intorno alle 9, alcuni dei 90 ospiti che nella struttura trovano ospitalità hanno inscenato una protesta non violenta che ha però richiesto, in via preventiva, l’intervento degli agenti della polizia di Stato e dei carabinieri.

Nessun episodio violento, soltanto una sorta di presidio davanti al luogo che li ospita per attirare attenzione. Per chiedere di sapere quando il loro destino sarà svelato. Il problema è noto, purtroppo. Le richieste di protezione internazionale che arrivano agli uffici di Milano sono migliaia. In media ci voglio 24 mesi per avere una risposta. Un dato che cozza con il fatto che dopo sei mesi d’attesa nelle strutture, generalmente, i richiedenti asilo si allontanano, non riuscendo poi a trovare un posto dove stare o un’occupazione grazie alla quale mantenersi. Per quanto riguarda i tempi d’attesa si tratta di lungaggini fisiologiche. Le richieste su Milano sono migliaia. I funzionari lavorano a pieno ritmo ma il numero è tale e tanti sono gli accertamenti da fare da far trascorrere inevitabilmente dei mesi. Chi risiede nei centri d’accoglienza intanto si sente nel limbo. Non sa cosa accadrà. I racconti di questi ragazzi parlano di guerra e morte. Non sapere se riusciranno ad avere un futuro o meno li agita. Il decreto Minniti predispone l’entrata in servizio di altri funzionari e l’annullamento di un grado d’appello qualora la richiesta non venisse accolta. E questo andrà a limitare i tempi d’attesa. Che resteranno però nell’ordine di mesi.

Nel frattempo, a spot, chi aspetta protesta chiedendo attenzione. Ieri era circolata la voce che i richiedenti asilo si lamentassero anche della qualità del cibo ma il dettaglio non è stato confermato dagli inquirenti. Si tratterebbe in ogni caso di una ragione secondaria per la protesta. Il 118 ha inviato anche due ambulanze che hanno portato all’ospedale due persone, entrambe stranieri. In un caso si è trattato di un giovane (pare già con qualche disturbo di natura psichica) che per protesta si è denudato. Il secondo è una persona ospitata dalla struttura che sarebbe stata operata da poco. Il presidio è stato sciolto verso le 11. Non ci sono stati incidenti. Nessun provvedimento è stato preso dagli inquirenti.