Il lupo è tornato nel Varesotto dopo decenni di assenza
Il lupo è tornato nel Varesotto dopo decenni di assenza

Varese, 15 agosto 2015 - Non solo il pesce siluro nel lago Maggiore, le nutrie nel Ticino, i conigli selvatici alla stazione di Saronno Sud, il coleottero cinese, la vespa del castagno e il nuovissimo calabrone assassino. Ora il bestiario provinciale va aggiornato con una nuova presenza che, bontà sua, almeno questa sa di antico e di autoctono. Anche se il suo nome è capace di suscitare paure ancestrali: il lupo. Che il predatore sia tornato, o perlomeno effettui scorribande nel territorio provinciale, per i funzionari della gestione faunistica della Provincia di Varese non è un mistero.

Anzi per loro vale quello che dicono gli astronomi per gli extraterrestri: è più probabile che ci siano piuttosto che non ve ne sia traccia. Per le decine di varesini che hanno telefonato a Villa Recalcati per segnalarne un avvistamento in questi mesi le prove ci sono già. Per i tecnici - che hanno smontato diverse di quelle segnalazioni catalogandole come normali cani, e spesso come lupo cecoslovacco, un ibrido tra cane e lupo selezionato nell’Est Europa - restano però due punti fermi.

Il primo è il ritrovamento, nel novembre del 2012, di un esemplare autentico di lupo investito da un’auto a Somma Lombardo. Un esemplare, ahilui, finito per essere impagliato ed esposto nel comune di Somma, che era arrivato dal Cuneese, come hanno accertato le mappature genetiche effettuate all’epoca. A due passi dall’aeroporto di Malpensa il predatore ci arrivò grazie ai corridoi ecologici che collegano il Piemonte alla Lombardia.

L’altro, datato giugno del 2013, è un altro investimento, questa volta da parte di un treno, a Zenna, letteralmente a due passi dal confine con il Canton Ticino, ma a sufficienza da far tenere la pratica agli svizzeri: da dove arrivasse non è certo, probabilmente quell’animale scavalcò le Alpi per arrivare a ridosso del Varesotto. Accerchiati da nord e da sud da due piste percorse da lupi è persino improbabile che qualche animale non finisca per piazzare le sue zampe anche in provincia. Magari per una bella battuta di caccia: qui ci sarebbero ben 3.000 cinghiali, una sorta di invasione, e poi caprioli a volontà, cervi e selvaggina di ogni tipo. Un’abbondanza degna di un supermercato alla vigilia di Natale. Con il vantaggio che sarebbe l’unico cliente: «Il lupo è il predatore principale del cinghiale: mancando in tutti questi anni la popolazione degli ungulati si è estesa a dismisura» spiega il vicepresidente della Provincia, Giorgio Ginelli che, dal primo novembre, ha fatto scattare un piano di abbattimento da 1.200 ungulati da impallinare.

Chi se ne intende, e se ne occupa per lavoro, in Provincia è Danilo Baratelli, funzionario dei Servizi gestione faunistica dell’Amministrazione provinciale che, dietro la scrivania a Villa Recalcati o in un qualche bosco del Varesotto, ha già dovuto dar la «caccia» al lupo varesino. "Di segnalazioni ne sono arrivate a decine, ma la loro attendibilità è tutta da verificare: quando lo abbiamo fatto abbiamo scoperto che si trattava di normali cani o al massimo di lupi cecoslovacchi, quindi di nuovo cani anche se molto simili al lupo comune. L'eventuale presenza dei lupi non deve in nessun modo preoccupare: non solo sono animali che evitano l’uomo, ma vista la grande abbondanza di selvaggina nella nostra provincia anche gli allevatori di bestiame possono stare tranquilli".