I lavoratori riuniti ieri in assemblea
I lavoratori riuniti ieri in assemblea

Varese, 30 dicembre 2016 - Assemblea permanente e servizi gratuiti per i cittadini. Lo hanno deciso i lavoratori de La Quiete, la clinica varesina a rischio chiusura dopo che il Tribunale cittadino ne ha reso esecutivo lo sfratto. Coinvolta in un maxi fallimento sfociato in un procedimento penale in corso, la struttura ha infatti visto andare deserte due aste e - su decisione del curatore fallimentare Cristina Marzoli - dovrà essere svuotata entro il 9 gennaio. La sera precedente, a partire dalle ore 21, prenderà però il via l’assemblea permanente decisa dai 60 lavoratori de La Quiete, "un modo - spiega l’esponente della Cgil, Cinzia Bianchi - per far sì che in clinica sia sempre presente qualcuno, oltre ovviamente al personale di turno". Ma non è finita qui, perché i dipendenti hanno anche deciso di "aprirsi alla città", organizzando una serie di prestazioni sanitarie gratuite destinate a chiunque vorrà conoscere le attività della struttura.

"Dal 9 al 15 gennaio - prosegue Bianchi - sarà possibile usufruire di alcuni servizi, dal controllo della glicemia a quello della pressione arteriosa, da un focus sulla postura riservato a bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni a terapie antalgiche di 15 minuti l’una. I tempi e i modi di tali prestazioni verranno comunicati a breve, ma questo sarà comunque un modo per esserci e per far conoscere a tutti le attività di una struttura d’eccellenza come La Quiete".

Per quanto riguarda invece il destino della clinica, l’ultimo passaggio è avvenuto alcuni giorni fa, quando il curatore fallimentare ha incontrato i rappresentanti di Osa, la cooperativa con sede a Frosinone (stessa città in cui opera Alessandro Casinelli, l’imprenditore fuoriuscito dal Gruppo Sant’Alessandro - che gestiva la struttura - e impegnato in questi mesi a versare piccole quote del canone di affitto e parte degli stipendi arretrati) il cui contributo di 8 milioni di euro dovrebbe - se confermato - regalare più di una speranza ai lavoratori. "Ci auguriamo - conclude l’esponente della Cgil - di arrivare almeno alla prossima asta, prevista per fine marzo. Fra l’altro, questo contributo potrebbe attirare altri acquirenti: anzi, è quel che auspichiamo. Ad ogni modo, siamo felici del fatto che tutti gli esponenti politici, di qualsiasi schieramento, si siano schierati in difesa della clinica: restare uniti in questo momento è fondamentale".