Franco Bertolli
Franco Bertolli

Busto Arsizio, 5 dicembre 2018 - Una vita di studi e ricerche, di dedizione alla Biblioteca Capitolare di Busto Arsizio, istituzione culturale che risale al 1510. Franco Bertolli, 80 anni, da decenni si occupa del prezioso patrimonio che dal 1968 con paziente lavoro ha indagato, ordinato e catalogato. Manoscritti e volumi antichi che hanno ancora molto da rivelare. Bertolli ha insegnato nelle scuole superiori, è stato direttore della Biblioteca comunale, dal 1986 è responsabile della Capitolare che per lui non ha segreti.

Professore, a quando risale l’incontro con la storica Biblioteca della parrocchia di San Giovanni Battista?

"Devo tornare indietro nel tempo, agli anni in cui stavo preparando la mia tesi di laurea, mi trovai nella necessità di consultare alcuni documenti custoditi alla Capitolare che era allora in una sede angusta, in via Tettamanti. In quel periodo non potevo pensare che una buona parte della mia vita sarebbe trascorsa proprio nell’occuparmi del suo patrimonio. Invece dopo la laurea nel 1968 il prevosto monsignor Marino Colombo mi chiamò per cominciare a mettere in ordine documenti, manoscritti, volumi. I primi anni fino al 1972 li dedicai all’archivio. Successivamente per altri impegni lavorativi la mia presenza alla Capitolare fu meno assidua, fino al 1986 quando ne diventai consulente e responsabile, nel frattempo tutto il patrimonio era stato trasferito nella sede attuale in via Don Minzoni, accanto alla casa parrocchiale".

Che cosa conserva la Capitolare?

"Custodisce l’archivio storico della chiesa di San Giovanni a partire dal 1360, 100 manoscritti, 50 anteriori al 1550, 85 incunaboli, 350 cinquecentine, oltre a numerosi volumi del 6, 700, ai quali si sono aggiunti con diverse donazioni edizioni più recenti. Il documento più antico è l’Evangelistario, risale all’anno 875, noto in tutto il mondo come Codice di Busto, fondamentale per la liturgia ambrosiana: la recente riforma liturgica si è ispirata all’Evangelistario. La biblioteca ha un patrimonio che ha richiamato negli anni studiosi anche dall’estero interessati ai libri liturgici del rito ambrosiano, alle incisioni e alle miniature degli antifonari".

Che cosa rappresenta nella sua vita la Capitolare?

"Decenni di impegno, di studio, è stata ed è importante nella mia vita per quello che ho imparato entrando in contatto con documenti del passato che andavano riscoperti e compresi per ricostruire la storia di una comunità. Penso all’importanza non solo dei libri conservati, che appartengono a un livello alto della biblioteca per il grado di conoscenza e di cultura che richiedono, ma dell’archivio che racconta secoli di vita quotidiana: è stata una continua scoperta e continua a esserlo perché documenti che già avevo studiato, oggi, con l’esperienza acquisita, mi rivelano altri aspetti".

Professore lei è il faro alla Capitolare, come vede il futuro della biblioteca?

"Vorrei che fosse conosciuta di più, è un patrimonio culturale particolare e insieme un tesoro che va custodito e valorizzato. Hanno ottenuto un riscontro positivo ad esempio le mostre che abbiamo proposto, importanti per avvicinare i cittadini al mondo della Capitolare, ho visto in quelle occasioni i visitatori contenti e su questa strada bisogna proseguire per aprire questo mondo che parla del passato ma lo vuole fare all’oggi".

Che cosa si augura?

"Ho un desiderio, che un giorno arrivi un giovane con un’adeguata preparazione culturale, che sappia leggere le lingue antiche, animato dalla volontà di scoprire il mondo custodito dalla Capitolare al quale poter passare il testimone. Intanto ritengo un’iniziativa importante la nascita dell’Associazione Amici della Biblioteca Capitolare: lo scopo dei promotori è custodire e valorizzare questa straordinaria ricchezza culturale".

Un patrimonio oggi consultabile, ordinato e catalogato, grazie a Franco Bertolli e alla sua dedizione, mezzo secolo fa, nel 1968, un giovane professore al quale fu affidata la Capitolare.