Passeggeri ai banchi check-in di un volo Air Italy da Malpensa (Foto d’archivio)
Passeggeri ai banchi check-in di un volo Air Italy da Malpensa (Foto d’archivio)

Malpensa (Varese), 12 febbraio 2020 - Terremoto in brughiera. Ieri l’annuncio choc della messa in liquidazione della compagnia Air Italy, fermi a terra gli aerei mentre i 35mila passeggeri che già hanno prenotato i voli saranno riprotetti su altri vettori, questo fino al 25 febbraio. La comunicazione è arrivata ieri pomeriggio ai 1.520 dipendenti, 1.000 dei quali a Malpensa, dove sono basati per la maggior parte piloti e assistenti di volo, 520 invece, soprattutto personale di terra, a Olbia. Subito, in aeroporto, un centinaio di dipendenti si è radunato per un presidio spontaneo davanti alla sede della compagnia. Clima cupo e facce scure. La sensazione unanime di "essere stati traditi". La situazione già da mesi appariva difficile. I sindacati (Filt Cgil, Uilt e Fit Cisl), sottolineava ieri Ivan Viglietti, segretario nazionale Uilt, avevano scritto al governo, ai presidenti delle Regioni, Lombardia e Sardegna.

«Abbiamo cercato di lanciare il nostro grido – ha fatto rilevare il sindacalista - non siamo stati ascoltati, chiedevamo un tavolo per le regole e per gestire le crisi nel settore. Non abbiamo avuto nulla". Ora le forze sindacali chiedono un incontro urgente con il governo e l’azienda, A Malpensa c’è grande preoccupazione, sono 1.000 i lavoratori coinvolti. "C’è profonda amarezza, la maggior parte dei dipendenti è qui in brughiera – fa rilevare Luigi Liguori, segretario generale della Filt Cgil di Varese – Questa situazione rischia di avere un pesante impatto anche sul nostro territorio: c’è l’indotto, con le aziende che operano con Air Italy, un brutto colpo". Nel pomeriggio, dopo la comunicazione, appunto, la prima assemblea dei lavoratori nell’hangar in aeroporto. E oggi si replica. Liguori ricorda che un mese fa era stata inviata l’ennesima lettera al ministero dei Trasporti che non ha avuto risposta. Ieri la doccia gelata: nel primo pomeriggio è arrivata la mail ai dipendenti firmata dal presidente Roberto Spada che dava la comunicazione della messa in liquidazione della compagnia.

Decisione presa dagli azionisti, Alisarda che detiene il 51% e Qatar Airways, con il 49%, "a causa delle persistenti condizioni di difficoltà e strutturali del mercato", così nella lettera al personale. Immediato il fermo tecnico degli aerei, a Malpensa un equipaggio che stava partendo per Lagos è stato bloccato sulla scaletta. Nel 2017 era nata la nuova compagnia con l’ ingresso in Meridiana di Qatar Airways, quindi era stato presentato dagli azionisti un ambizioso piano di rilancio che puntava su Malpensa, dove diventava operativa nel marzo 2018, ma non è mai decollato. Ieri l’assemblea straordinaria degli azionisti e la decisione della messa in liquidazione. Dalla Regione Lombardia le prime reazioni, Emanuele Monti, consigliere leghista, ha detto: "È una decisione che graverà in modo pesantissimo sui lavoratori, oltre a impoverire il territorio". Sempre l’esponente leghista ha assicurato. "Chiederò alla Regione di attivarsi con gli strumenti a disposizione delle istituzioni". Resta il rammarico di lavoratori e sindacati per le ripetute richieste di incontri alle istituzioni mai accolte, con la situazione che si faceva sempre più preoccupante. Ora la politica deve dare una risposta. Il 25 febbraio è già indetto uno sciopero nazionale del settore del trasporto aereo mentre a Malpensa a breve potrebbe essere organizzata una manifestazione dei lavoratori di Air Italy.