Il cacciatore di talenti: "Contano anche i dettagli"

Filippo Disopo ha lavorato per qualche tempo nel settore giovanile dell’Inter "Si valutano caratteristiche tecniche e comportamentali, anche dei genitori".

Il cacciatore di talenti: "Contano anche i dettagli"

Il cacciatore di talenti: "Contano anche i dettagli"

Sono una miriade gli adulti amanti del calcio che, in tenera età, sognavano di diventare giocatori professionisti. Di questa ampia cerchia, non ha mai fatto parte Filippo Disopo. Il romagnolo non è stato baciato dalla dea del talento. Non per questo, però, il suo amore per lo sport più popolare al mondo è da considerarsi meno focoso. Ha solo deciso di incanalarlo verso un altro ruolo dell’ecosistema football. Meno conosciuto, ma affascinante e fondamentale: quello dell’osservatore. "Più crescevo, più guardavo partite in televisione. Di qualunque campionato, a qualsiasi ora. Soprattutto quelle sudamericane, avendo vissuto per due anni in Costa Rica. Guardando talenti sconosciuti ai più, ho iniziato ad appassionarmi a questo mondo", dice il ventisettenne.

La convinzione totale di intraprendere questa strada arriva in seguito a un episodio drammatico, per fortuna risoltosi bene: "Nel dicembre del 2018, feci un incidente in auto, che mi costò tre settimane di coma. Durante quel periodo, ricordo di aver sognato di lavorare per il Monaco, proprio come osservatore". Ristabilitosi, Disopo comincia a frequentare dei corsi specialistici. Poi, nel gennaio 2022, la grande chiamata. "Stavo passeggiando con mio padre, quando squillò il telefono. Era Domenico Monaca, allora responsabile del settore giovanile dell’Inter. Mi propose di lavorare con loro e accettai". In uno dei primi incontri, l’area scout nerazzurra spiegò ai cacciatori di talenti come muoversi, quali ragazzi visionare e, soprattutto, quali aspetti non trascurare: "Oltre alle peculiarità tecnico-tattiche dei calciatori, ci è stato detto di prestare attenzione alle caratteristiche psicologiche e comportamentali degli stessi. A partire dal riscaldamento si può notare, anche da piccoli gesti, quale sia l’attitudine del visionato".

Sotto la lente d’ingrandimento, oltre i protagonisti in campo, ci sono anche mamme e papà, presenti sugli spalti. "Purtroppo, capita spesso di assistere sulle tribune a litigi degli adulti. Se hanno parentela con un giovane prospetto, è importante annotarlo. Questo tipo di dinamica influisce sulle prestazioni del ragazzo. All’Inter, per esempio, ci hanno detto di non fare nemmeno rapporto su un giocatore con genitori infiammabili, a prescindere da quanto sia talentuoso". Dopo più di un anno al servizio della Beneamata, Disopo ha trascorso un periodo a Tenerife, prima di tornare in Italia per collaborare con l’agenzia Scoutech: "Non mi piace la monotonia. Sono una persona dinamica e penso sia giusto cambiare il più possibile, così da conoscere nuovi giocatori e società".

Di recente, la sua storia è stata raccontata anche in una scuola di Cesena. "È stato molto emozionante. Quando ho saputo che uno dei ragazzi ha chiesto alla madre di comprargli il libro da me consigliato, è stata una grande soddisfazione. Spero di poter essere loro d’ispirazione".