Barcellona - Appena rieletto presidente del Barcellona, Joan Laporta non ha aspettato molto prima di far chiarezza sul "caso Messi" e, di conseguenza, togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Pochi minuti dopo l'ufficializzazione dei risultati, il 58enne dirigente, che sostituisce nel ruolo Joseph Bartomeu, finito nei guai nei giorni scorsi nell'ambito del Barçagate, ha sostenuto con decisione che una delle priorità del suo mandato sarà convincere Lionel Messi a prolungare il suo contratto. "Esattamente 20 anni fa, un certo Messi ha esordito con i giovani del Barça. Il fatto che sia venuto a votare significa che ama questa maglia e lo conviceremo a restare", le prime parole di Laporta. Il fuoriclasse argentino, che voleva lasciare il club catalano la scorsa estate, non ha ancora reso noto il suo futuro ma radiomercato lo vorrebbe in bilico tra Manchester City e Paris Saint Germain. Ed è proprio contro i campioni di Francia che si è scagliato Laporta, che non ha certo apprezzato i modi con cui i transalpini si sono avvicinati al sei volte Pallone d'Oro.

"Il Psg ha mancato di rispetto al Barça parlando pubblicamente di Messi - ha sottolineato il numero uno blaugrana a Le Parisien - Un giocatore (Neymar e Di Maria, ndr) può augurarsi pubblicamente l'arrivo del miglior giocatore della storia. Un club, no. Leonardo (il direttore sportivo del Psg, ndr) ha sbagliato e credo che lo sappia. E' un uomo di calcio. Sono sicuro che il Psg abbia capito bene il messaggio". Mercoledì sera, Laporta sarà presente al Parco dei Principi per assistere agli ottavi di finale di Champions League tra i due club (vittoria per 4-1 del Psg al Camp Nou all'andata). Magari sarà l'occasione per ribadire ai francesi che Leo Messi, salvo clamorosi colpi di scena, proseguirà la sua avventura con la gloriosa maglia del Barcellona.