Una serata pubblica sulle acque: "Il rinnovo delle concessioni deve portare benefici alle Valli"

Sondalo, Renato Cardettini del Comitato “Grande Idroelettrico“: le comunità locali devono essere coinvolte

Una serata pubblica sulle acque: "Il rinnovo delle concessioni deve portare benefici alle Valli"

Renato Cardettini del Comitato “Grande Idroelettrico“ fa il punto della situazione in materia di rinnovo delle concessioni idroelettriche

Una serata per capire se le comunità locali sono o saranno adeguatamente coinvolte nei processi che riguardano l’acqua vista come bene comune. Di questo, del rinnovo delle concessioni, e di tanto altro si parlerà al Polifunzionale di Sondalo venerdì alle 20.30 in un incontro organizzato dal Coordinamento nazionale del grande Idroelettrico. "Acqua bene comune" è un principio largamente condiviso, ma quanto è realizzato? "Lo sappiamo bene noi che viviamo sulle montagne di Valtellina e Valchiavenna, e bene lo sapevano quanti ci hanno preceduto – dice Renato Cardettini del coordinamento nazionale del grande idroelettrico -. Si stima che l’idroelettrico qui generi un fatturato di oltre il mezzo miliardo". "In anni recenti è avvenuto il trasferimento delle competenze sulle acque dallo Stato alle Regioni. Oggi la partita delle concessioni nelle nostre valli è in capo a Regione Lombardia. Questo passaggio è oggi ancor più rilevante perché la gran parte delle concessioni è in scadenza e la Regione dovrà curarne il rinnovo". L’attuale prospettiva, coerente con la legislazione nazionale e europea, è quella dei rinnovi con procedure concorsuali. "Tuttavia, sono in corso tentativi per il rinnovo negoziato delle concessioni con gli attuali gestori. Va però precisato che la Regione ha recentemente indetto una procedura della concessione di grande derivazione idroelettrica denominata “Codera Ratti Dongo“. Sono coinvolti impianti di potenza contenuta". Ma cosa dovranno garantire i rinnovi? "È da immaginare la necessità di rilevanti interventi. E per la negoziazione dei ritorni alle comunità locali è necessario il loro coinvolgiment". Fulvio D’Eri