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8 mar 2022

Tesori d’arte e monumenti sotto scacco

Non solo persone, case, aziende: anche i beni culturali sono esposti al rischio idrogeologico. L’Ispra ricorda, ad esempio, la nicchia di frana soprastante il Santuario del Gallivaggio e la SS 36 dello Spluga in Valchiavenna, provincia di Sondrio, come esempio di beni “vittime“ della fragilità del territorio. In Lombardia, il 9,3% dei monumenti e beni di valore storico e artistico si trova in zone a rischio frana; il 2,1% (397) è concentrato dove tale rischio è elevato o molto elevato. A livello provinciale, in Lombardia è Sondrio il territorio dove sono presenti più beni in zone dove il pericolo frana è concreto (498), seguita da Brescia (453) e Bergamo (305). Non c’è solo la terra a minacciare i siti artistici, ma anche l’acqua. In Lombardia ce ne sono 1570 (l’8,5% del totale) esposti, con una forte presenza nel Bresciano, dove ce ne sono ben 1.292 a rischio alluvione sui 3.082 considerati; seguono Mantova con 966 sui 1.047 totali (la quasi totalità, quindi, è vulnerabile alle alluvioni) e Como con 779 dei 1.516 totali. La maggior parte si trova in zone dove la probabilità di alluvione è bassa, ma Ispra ritiene importante valutare anche lo scenario meno probabile, tenuto conto che i danni prodotti sarebbero inestimabili. F.P.

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