Sondrio, 1 marzo 2018 - "L'assassino di Veronica Balsamo potrebbe uccidere di nuovo e con analoghe modalità". Questa, in sintesi, la conclusione a cui è giunto il perito Giuseppe Giunta, direttore del Centro psicosociale di Bellano (Lecco), incaricato dal Tribunale di Sondrio di svolgere la perizia su Emanuele Casula. Il giovane di Grosotto (Sondrio), che oggi ha  22 anni, è in carcere a Monza dopo la condanna a 20 anni per  l'omicidio della fidanzata Veronica Balsamo di Grosio, avvenuto il 23 agosto 2014 in un bosco della Valtellina, al culmine di un litigio per gelosia.

La ragazza venne spinta in un dirupo e presa ripetutamente a calci e pugni, colpita poi alla testa con una pietra. L'assassino, arrestato dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sondrio, fu condannato anche per il tentato omicidio di un chierichetto del paese, testimone scomodo dell'atroce delitto, Gianmario Lucchini, 37 anni, ora ridotto allo stato vegetativo. Casula, che evitò l'ergastolo per la scelta del rito abbreviato del suo avvocato Francesco Romualdi, è stato sottoposto a perizia perché la Procura chiese e ottenne dalla Cassazione l'applicazione della misura di sicurezza. "Casula è affetto da disturbo di personalità paranoide e antisociale", scrive il perito. Non è neanche in grado "di relazionarsi con reciprocità e non mostra interesse per l'interlocutore". Non solo: "È ancora socialmente pericoloso e potrebbe reiterare reati analoghi con modalità simili". 

La dettagliata relazione dello psichiatra Giunta verrà illustrata in aula il prossimo 12 aprile per stabilire la misura di sicurezza da applicare a Casula, condannato in via definitiva nelle scorse settimane.