"Liberi di muoversi, un test per i virus"

L’esperto dell’Ats Brianza: cervi, caprioli, lepri e uccelli sono quelli più significativi da controllare

"Liberi di muoversi, un test per i virus"
"Liberi di muoversi, un test per i virus"

Diego Perego, 61 anni, è il direttore del Dipartimento Veterinario e Sicurezza degli alimenti di origine animale dell’Agenzia di tutela della salute della Brianza.

Quali sono gli animali selvatici più attenzionati per la salute pubblica? Perché?

"Sono i ruminanti alpini, cioè cervo, capriolo, camoscio, muflone, daino, poi lepri,volpi, altri ungulati quali i cinghiali, e uccelli selvatici. Gli animali selvatici, liberi di muoversi senza confini, rappresentano un importante momento di controllo per cogliere eventuali variazioni del loro stato sanitario per prevenire e gestire potenziali rischi per la salute umana e animale. Ad esempio si possono verificare malattie infettive quali l’influenza aviaria o la peste suina africana".

Quali sono le malattie più frequenti tra gli animali selvatici?

"Riguardano le forme parassitarie tipiche di ciascuna specie. Non sono infrequenti le micosi e gli agenti patogeni trasmessi da zecche".

Quali sono i rischi per i selvatici?

"Il circolare di nuove infezioni o modificazioni ambientali e climatiche li espone alla possibilità di contrarre nuove patologie. Patologie presenti nella fauna selvatica possono inoltre diventare un serbatoio per le specie da allevamento, animali da compagnia e l’uomo".

E per gli uomini?

"Sono legati al consumo di alimenti e carni di selvaggina non sottoposti ai controlli. Esistono però più rischi dall’avvicinamento incauto agli animali a vita libera che non per ragioni sanitarie. Ulteriori rischi possono derivare dagli animali domestici che hanno avuto contatto con selvatici ed eventualmente dai prodotti che da questi derivano, come latte e formaggi".

Qual è la situazione attuale sul fronte della salute degli animali selvatici?

"Nel nostro territorio è buona. Attualmente è alto il livello di attenzione sui cinghiali per l’eventuale evoluzione della situazione epidemiologica della peste suina africana e anche sulle altre malattie di potenziale carattere zoonotico, come le influenza aviare e le arbovirosi, malattie trasmesse da vettori come zanzare o zecche". Gli animali si ammalano di coronavirus?

"Sì, la lettura scientifica riporta la sensibilità dei felini al Sars Cov 2. In ambito domestico i gatti sono quindi soggetti all’infezione, ma sembra incapaci di trasmetterla. Per quanto al momento disponibile in letteratura, non risultano sensibili gli altri animali domestici e selvatici. C’è stata invece evidenza di infezione da coronavirus in allevamenti di visoni".

Daniele De Salvo