Folli corse nel paese. Il Comune di Ardenno cerca un rimedio: "Affidato uno studio"

Allarme sicurezza: "Per anni i residenti sono stati inascoltati"

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"C’è una selva di normative in cui non è facile orientarsi. I dossi? Di solito sono inadeguati. Questa protesta ci è nota. Gli strumenti per ridurre i problemi legati alla denunciata pericolosità non sono tanti, la strada tra l’altro è di competenza provinciale con limitazioni stringenti, quanto a possibili interventi. Si tratta, in ogni caso, di un problema che abbiamo a cuore".

Così il sindaco Laura Bonat che abbiamo interpellato per chiedere cosa intendesse fare per trovare una soluzione all’atavico problema.

"La segnaletica c’è - aggiunge Bonat - ma troppi non la rispettano. Non è facile trovare una soluzione, ma per riuscire nell’intento abbiamo commissionato uno studio a una società specializzata. I risultati dello studio saranno resi pubblici con le iniziative che saranno adottate per renderli efficaci".

Numerosi residenti avevano sottoscritto una petizione e si erano rivolti pure a un legale, Alba Codazzi con studio ad Ardenno, per fare sentire la loro voce sempre più allarmata: "Su via Valeriana le auto, le moto e altri veicoli corrono come se fossero sull’autodromo di Monza per una competizione motoristica. La sicurezza non c’è. I pedoni e non solo sono a rischio. Cosa si aspetta a intervenire ? Dobbiamo aspettare una strage dell’asfalto?".

Portavoce di una lunga “battaglia“, iniziata già nel lontano 2015, è Cosimo De Giorgio, macchinista delle Ferrovie in pensione che risiede ad Ardenno e la cui casa proprio si affaccia su questa strada a veloce scorrimento.

"Erano state numerose le firme raccolte - ricorda Cosimo De Giorgio, 78 anni, sposato a una valtellinese più giovane di sei anni - e la petizione sulla pericolosità della Provinciale numero 12, per un lunghissimo tratto che attraversa il paese, l’avevamo trasmessa anche all’allora presidente della Provincia, Luca Della Bitta, al prefetto in carica, al comandante dei carabinieri della locale caserma, poi trasferito a Morbegno, al primo cittadino che è ancora quello che guida oggi il paese. Non è cambiato nulla. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. C’è chi rispose, addirittura, che non c’erano pericoli. Come possono poi i cittadini avere fiducia in certe figure istituzionali?".