Catania - Al via a Catania, alla presenza di Matteo Salvini, la quinta udienza sul caso Gregoretti, davanti al gup Nunzio Sarpietro che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio, a fronte del pronunciamento della procura diretta da Carmelo Zuccaro per il non luogo a procedere. Il leader della Lega è accusato di sequestro di persona, in quanto avrebbe abusato dei suoi poteri “privando della libertà personale 131 migranti“, a bordo della Gregoretti della guardia costiera italiana dal 27 al 31 luglio 2019, giorno dell‘autorizzazione allo sbarco dei migranti nel porto di Augusta, nell‘ambito di un accordo per la distribuzione in alcuni Paesi dell‘Unione europea. 

La testimonianza dell'ambasciatore alla Ue

Oggi verrà ascoltato dai giudici l‘ambasciatore Maurizio Massari, in qualita‘ di rappresentante permanente dell‘Italia all‘Ue. Sarpietro dovra‘ anche decidere se accogliere la richiesta delle parti civili di ascoltare in aula, come testimone, l‘ex presidente dell‘Anm Luca Palamara, in riferimento alla chat in cui scrive “ Salvini ha ragione ma adesso va attaccato“. Ieri alcune delle parti civili, hanno depositato la richiesta formale. I legali chiedono di ascoltare Palamara “autorevole figura di snodo istituzionale tra Csm, Anm, Presidenza della Repubblica e figure politiche e di governo di primo piano per fare chiarezza su uno spazio grigio, una preoccupante zona d‘ombra“. 

La tesi di Palamara

Nella memoria depositata ieri dai legali di parte civile del procedimento contro Salvini, gli avvocati fanno riferimento ad una domanda posta dal gup all’ex premier Giuseppe Conte il 28 gennaio scorso durante la deposizione a palazzo Chigi. E che riguarda proprio Palamara. Il gup ha chiesto se da premier fosse a conoscenza di “progetti di esponenti della magistratura o del CSM contro determinati assetti politici e contro Salvini in particolare?”. Secondo le parti civili “dalle dichiarazioni di Palamara emergono inquietanti profili di orientamento della giurisdizione in relazione agli indirizzi correntizi interni alla magistratura nelle Sedi giudiziarie e istituzionali che si sono occupate dell’odierno giudizio” “sia nel senso del non luogo a procedere che in quello del rinvio a giudizio. Alle 13 il gup di Catania Nunzio Sarpietro ha rigettato la richiesta di convocazione di Luca Palamara.

L'sms a Zingaretti e la crisi del Pd

E’ comunque un Salvini a tutto campo quello che parla prima di entrare nell’aula bunker del carcere Bicocca di Catania. In attesa del dibattimento, il leader della Lega interveiene anche sulle dimissioni del segretario Pd: “Ho già mandato un messaggino a Zingaretti” dice. E nel merito della questione: “Mi dispiace per altri partiti che litigano ed è grave che il segretario del secondo partito si dimetta perché nel Pd parlano solo di poltrone. Fortunatamente la Lega è al servizio dell’Italia, di Draghi e del Governo”. 

Covid, governo e vaccini

Poi è toccato al Covid: “Ci stiamo occupando di vaccini - ha aggiunto - di salute, di lavoro e di riapertura del Paese in sicurezza. Speriamo che i litigi del Pd non rallentino tutto questo“. Un messaggio anche a Draghi: “Ringrazio il governo che ha detto no all’esportazione di alcuni vaccini perché prima viene la salute degli italiani”. Sulla profilassi: “Il piano vaccinale e’ fondamentale, io sono in contatto anche con altri Paesi del mondo. Mi spiace che qualcuno si lamenti. Io potrei stare tranquillo, seduto in ufficio mentre invece se lavoro per portare in Italia quei vaccini che l’Europa non ci porta, non chiedo un grazie, ma quantomeno di non essere attaccato”.

Tasse e ong

Salvini è poi intervenuto sulla questione tasse: “Conto che la pace fiscale cancelli decine di milioni di cartelle esattoriali fino a 5.000 euro. Sto lavorando su questo»“. Infine, a chi gli ha chiesto una dichiarazione sul processo e sul ruolo del soccorso umanitario in mare, ha risposto in modo lapidario: “Le inchieste sulle Ong? Siamo solo all’inizio...”. ha detto, commentando le indagini delle Procure siciliane sugli sbarchi nell’isola.