ELISA SERAFINI
Politica

Il Pd ha un problema di comunicazione (politica): parlare sempre del PD

Il partito si concentra su primarie, correnti, democrazia interna. Ma questi temi, per quanto nobili, non appassionano i cittadini italiani. Serviranno proposte e figure per riprendere quota.

Il Partito Democratico ha un problema di comunicazione: parlare sempre del PD

Il Partito Democratico ha un problema di comunicazione: parlare sempre del PD

Milano, 26 novembre 2022 - Primarie, correnti, rinnovamento della classe dirigente, candidature, assemblee costituenti: se osserviamo dichiarazioni, tweet e post dei maggiori esponenti politici del Partito Democratico troviamo questi, come contenuti. E se per gli appassionati di politica, questi argomenti suscitano grande interesse, per le persone comuni, risultano quasi o del tutto irrilevanti. Le governance di un sistema complesso, come quello di un partito, sono importanti, anzi, forse fondamentali, ma non appassionano. L’Italia ha un tasso di analfabetismo funzionale pari al 28%. Uno dei dati peggiori al mondo, per i Paesi industrializzati. In un contesto come questo, dove il 28% degli adulti non sono in grado di comprendere un concetto di logica o un testo complesso, a chi può interessare delle norme interne di un partito? Nessuno. È amareggiante doverlo scrivere, specialmente perché le democrazie evolute dovrebbero poter contare su sistemi di democrazia interni ai partiti.

Ogni partito si è focalizzato su una o più proposte caratterizzanti: il Movimento 5 Stelle sul Reddito di Cittadinanza, Fratelli d’Italia sull’immigrazione, la Lega sulla sicurezza, Forza Italia sulle tasse, i Verdi sui diritti civili e l’ambiente. Il Terzo Polo su libertà economiche e diritti. Il Partito Democratico? Sull’antagonismo a Giorgia Meloni, e poco di più. I diritti civili sono stati inglobali da Più Europa, che ha assunto posizioni più coraggiose (e quindi facili da ricordare) e il sostegno ai lavoratori e disoccupati è entrato nel linguaggio del movimento guidato da Conte, che gode di un vantaggio sostanziale, essendo stato Presidente del Consiglio più recentemente. In mancanza di comunicazioni su proposte, e di figure carismatiche, il Partito Democratico continuerà a essere votato per nostalgia, per antagonismo alla destra, ma si tratta di condizioni non sufficienti a garantire il successo elettorale.

Lo stesso era avvenuto durante le elezioni americane che misero in contrapposizione Ronald Trump e Hillary Clinton. Qualcuno ricorda una proposta dei Democratici? Quasi nessuno. Invece tutti ricordano le proposte di Trump, a partire dal muro. Giuste, sbagliate o irrealistiche che siano, le proposte rimangono. E in comunicazione, "farsi ricordare" è il primo (anche se non unico) passo per il successo.  Il percorso di primarie del Partito Democratico potrebbe però accederà i riflettori sul partito e sui suoi leader, a partire da Stefano Bonaccini. Un’occasione unica per poter mettere a fuoco proposte, figure, novità. E riguadagnare consenso, cercando un posizionamento realistico e propositivo.