Pavia, 12 luglio 2018 - Una fabbrichetta di monete false in un capannone. Una zecca clandestina. Scoperta dai carabinieri di Pavia a Villanterio. Sequestrate circa 250 monete false da 50 centesimi, un primo ‘campionamento’ per testare la qualità e la capacità produttiva, che a regime sarebbe arrivata a sfornare circa 2mila monete al giorno, per un valore nominale quindi di mille euro e un guadagno illecito di 500 euro al giorno (considerando che i falsari ‘piazzano’ le monete al 50% del valore nominale). Sequestrati anche il conio, realizzato artigianalmente, e una pressa professionale del valore di svariate decine di migliaia di euro.

In manette sono finiti Domenico Nocera, 71enne originario di Reggio Calabria e residente a Torino, Mauro Giolo, 55enne originario di Rovigo e residente nel Torinese, e Carlo Mazzoleni, 54enne originario di Como e residente nel Bergamasco. Tutti con precedenti professionali nell’ambio della metallurgia e della meccanica. Ma anche con precedenti poprio nella produzione e commercializzazione di monete contraffatte. Aspetto che ha attirato l’attenzione dei carabinieri quando è arrivata la segnalazione della loro presenza in paese. Il Comando provinciale di Pavia ha coinvolto nell’indagine l’Antifalsificazione monetaria di Roma, che poi ha informato anche Bruxelles. «Smantellare una zecca clandestina – commenta il maggiore dei carabinieri Marco Di Benedetto, capo dell’Etsc (European Technical and Scientific Center) di Bruxelles – non succede spesso: in tutt’Europa l’ultimo caso risale al 2016». Tra l’altro «il conio illecito di monete da 50 centesimi – aggiunge il colonnello Fabio Imbratta, comandante della Sezione operativa del Comando antifalsificazione monetaria dei carabinieri – si conferma una caratteristica dei falsari italiani». «Dobbiamo ancora analizzare le monete sequestrate – conclude l’ingegner Emilio Bufacchi, responsabile del Cnac (Coin National Analysis Center) istituito presso il Poligrafico Zecca dello Stato – ma la fattura è di buona qualità. Probabilmente la lega metallica ha una conducibilità diversa delle monete originali, aspetto che può essere rilevato anche dagli appositi sensori nei distributori automatici».