Roberto Buizza al lavoro nel Regno Unito
Roberto Buizza al lavoro nel Regno Unito

Pavia, 16 luglio 2018 - Dopo 27 anni lascerà il Dipartimento di Ricerca dello European centre for medium-range weather forecasts, un’organizzazione intergovernativa sostenuta da 34 stati con sede a Reading in Inghilterra, leader mondiale nelle previsioni e detentore del più grande archivio al mondo di dati meteorologici (l’Italia è uno degli stati fondatori). Roberto Buizza, lecchese, 57 anni, sposato con tre figli, una laurea in fisica all’Università di Milano, un PhD in matematica allo University College di Londra e una specializzazione alla London Business School, rientra in Italia per coordinare il super Centro di ricerca internazionale sul clima che nasce dalla federazione di tre eccellenze, la Scuola Normale Superiore, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e la Scuola superiore Iuss di Pavia.

«Dopo tanti anni di lavoro nel centro leader mondiale nelle previsioni meteo, ho pensato fosse giusto tornare e mettere a disposizione la conoscenza e l’esperienza acquisita in questi anni al servizio del mio Paese, che vorrei arrivasse ai livelli di Gran Bretagna, Germania e Francia. La sfida è tanto affascinante quanto complessa perché il progetto è ambizioso e vuole contribuire a formare le nuove generazioni e a far crescere lo status italiano nella comunità internazionale». Un cervello che dopo la fuga rientra in Italia per dirigere un centro all’avanguardia nel quale «punteremo ad analizzare l’impatto dei cambiamenti climatici su ogni attività umana. Il segreto sarà l’approccio multidisciplinare nel quale le tre università daranno un contributo differente in base alle competenze: la Sant’Anna nei settori agricoltura, bio-sostenibilità e implicazioni economiche; i matematici, fisici e biologi della Normale saranno preziosi soprattutto sul fronte inquinamento, mentre ai colleghi dello Iuss di Pavia toccherà la sfera di previsione del rischio connesso alle variazioni climatiche, come nel caso di alluvioni». «In questi ultimi anni è cambiato l’approccio che ora si basa sul calcolo delle probabilità. Grazie alla creazione di nuovi modelli possiamo stimare la probabilità che eventi importanti si verifichino.

Tali approcci hanno portato quello inglese a essere il centro migliore al mondo nel calcolare la probabilità di uragani, periodi di siccità o alluvioni. Il sistema può essere applicato per decidere come prepararsi ad affrontare il clima futuro, a prendere le decisioni strategiche per gestire gli eventi che anche l’Italia dovrà affrontare». Il nuovo centro di ricerca interuniversitario cercherà di esportare questo approccio innovativo anche in altri ambiti. «I cambiamenti climatici hanno da sempre avuto un impatto decisivo sulla storia dell’uomo. Pensiamo alla grandi calamità, ai terremoti o alle eruzioni vulcaniche.

Uno dei progetti che ho in mente è lo studio sulle conseguenze dei periodi di siccità in alcune zone dell’Africa e del Medio Oriente: un’agricoltura che muore non significa solo impoverimento del suolo, ma anche popolazioni affamate, perdita di lavoro e migrazioni». Tra i problemi che l’umanità dovrà affrontare c’è anche quello di un generale innalzamento delle temperature «che porterà a piogge sempre più scarse e, specie nell’area mediterranea, darà problemi di approvvigionamento idrico». Anche la salute rientra tra i progetti che Buizza sogna di mettere in campo. «Cercheremo di capire la relazione fra inquinamento e aumento delle malattie cardiovascolari».