Nel palazzo c’è ancora un gattino: non è voluto uscire dal suo appartamento
Nel palazzo c’è ancora un gattino: non è voluto uscire dal suo appartamento
di Manuela Marziani Una casa subito. Gli sfollati del civico 4C di via De Motis che non rientrano nella loro abitazione dal 24 febbraio vorrebbero avere al più presto una sistemazione. Lo hanno chiesto ieri all’assessore ai Servizi sociali, Anna Zucconi, che ha convocato le nove famiglie per sapere come aiutarle. Aler e la diocesi si sono già messe a disposizione per trovare alloggi alternativi che potrebbero essere occupati dalle 19 persone. Oggi pomeriggio, nell’incontro che si terrà tra il Comune e tutti gli enti...

di Manuela Marziani

Una casa subito. Gli sfollati del civico 4C di via De Motis che non rientrano nella loro abitazione dal 24 febbraio vorrebbero avere al più presto una sistemazione. Lo hanno chiesto ieri all’assessore ai Servizi sociali, Anna Zucconi, che ha convocato le nove famiglie per sapere come aiutarle. Aler e la diocesi si sono già messe a disposizione per trovare alloggi alternativi che potrebbero essere occupati dalle 19 persone. Oggi pomeriggio, nell’incontro che si terrà tra il Comune e tutti gli enti coinvolti dovrebbero arrivare risposte. Nel frattempo, però, i residenti, vorrebbero anche tornare in possesso dei loro effetti personali rimasti chiusi nelle case insieme al gattino che non ha voluto uscire dall’appartamento al secondo piano. Per recuperare abiti, ricordi e quanto sarà possibile, i vigili del fuoco dovranno far intervenire colleghi specializzati in interventi in condizioni d’emergenza. E, nell’attesa, un giovane marito e padre, Giovanni Rocca da Facebook ha lanciato un Sos: "Spero con tutto il cuore in un vostro aiuto per cercare di ripartire perché non ci è rimasto più niente". A raccoglierlo è stata l’associazione “Il sellino spiritato“ che ha lanciato una sottoscrizione arrivata a oltre 1.200 euro e da altri gruppi a partire dalla parrocchia del Crocifisso disposta ad ospitare le famiglie e a fornire abiti perché chi si trovava negli appartamenti è stato costretto a scappare con quello che aveva addosso. Immediatamente si è messa in moto la catena di solidarietà e già ieri agli sfollati non servivano più capi d’abbigliamento neppure per le bambine che si sono ritrovate in cortile soltanto con le calzine.

"Ora vediamo esattamente di che cosa hanno bisogno le 19 persone - hanno fatto sapere dalla parrocchia - e poi lo faremo sapere". Il Comune si dice pronto a coordinare tutte le iniziative spontanee di solidarietà e diversi consiglieri comunali a titolo personale hanno effettuato donazioni, mente il sindaco, la Giunta e il presidente del Consiglio si sono preoccupati di pagare le spese d’alloggio in albergo. "Bellissimo gesto - ha commentato la consigliera di Pavia a colori, Alice Moggi -, ma per l’amministrazione ci sarebbero almeno tre modi per stanziare risorse a sostegno di queste persone senza violare la legge: individuando un soggetto non profit, disponibile a farsi da tramite per l’aiuto alle famiglie e costruire insieme un progetto che possa rispondere a tutte le esigenze, emettere un bando straordinario in deroga ai regolamenti, a cui le famiglie possono accedere direttamente e prendere in carico tutte le famiglie in deroga al limite Isee".