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15 feb 2022

Giuseppe non ha potuto salvarsi

Il 60enne vigevanese morto a Trezzano sul Naviglio nello scontro col monopattino era in sella alla sua Triumph

francesca grillo
Cronaca

di Francesca Grillo Viveva a Vigevano con la compagna il motociclista di 60 anni, Giuseppe Mazzola, morto in seguito allo scontro con il 39enne, Abdelilah Chariki, marocchino senza fissa dimora, avvenuto domenica sera a Trezzano sul Naviglio, stretto hinterland milanese. Mazzola era in sella alla sua Triumph e stava percorrendo la strada statale Nuova Vigevanese quando si è trovato davanti il 39enne a bordo di un monopattino. Il centauro non ha potuto fare nulla per evitarlo e l’impatto è stato violentissimo. Il più giovane è stato falciato e trascinato per decine di metri ed è morto sul colpo, mentre il 60enne è stato sbalzato dalla sella ed è finito sull’asfalto, dopo un volo di alcuni metri. Le condizioni del motociclista erano già gravissime all’arrivo dei soccorritori. Gli operatori hanno cercato in tutti i modi di salvargli la vita: l’hanno affidato al personale medico dell’ospedale Niguarda intorno alle 23 di domenica sera, dopo aver cercato di stabilizzarlo sul posto. Un volo disperato con l’elicottero del 118: i soccorritori hanno continuato a pompare sul cuore per tutto il tragitto, ma non c’è stato nulla da fare. Erano troppo gravi le ferite riportate e ogni tentativo è stato inutile. L’incidente è avvenuto domenica, pochi minuti dopo le 22. L’esatta dinamica è stata accertata dai carabinieri di Trezzano sul Naviglio, guidati dal comandante Michele Cuccuru, intervenuti in pochi minuti sul punto del tragico incidente. L’impatto è stato causato da una manovra azzardata compiuta dal 39enne. Secondo la ricostruzione dei militari, l’uomo percorreva la strada statale Nuova Vigevanese a bordo del suo monopattino elettrico: gesto pericoloso, oltre che vietato dal codice della strada. A questo si è aggiunto l’azzardo della manovra: all’altezza della rotonda che incrocia via Kennedy, invece di prendere la corsia preferenziale e immettersi nella strada che dava la possibilità di cambiare corsia, percorrendo in ...

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