Policlinico San Matteo di Pavia
Policlinico San Matteo di Pavia

Pavia, 4 settembre 2018 – “Si tratta di un risultato davvero epocale, perché per la prima volta possiamo cambiare la vita dei nostri pazienti". Giampaolo Merlini, direttore del Centro per lo studio e la cura delle amiloidosi sistemiche del Policlinico San Matteo di Pavia, anche nel suo ruolo di direttore scientifico dello stesso Irccs, spiega così i risultati dello studio "Attr-Act", presentato la scorsa settimana a Monaco di Baviera, in occasione dell’annuale congresso Esc (European Society of Cardiology) e pubblicato in contemporanea sul "New England Journal of Medicine". Uno studio che ha coinvolto 441 pazienti (6 dei quali in cura a Pavia) in 48 centri di 13 nazioni, per 30 mesi, accertando l'efficacia del farmaco "Tafamidis" nel ridurre i decessi e migliorare la qualità della vita dei pazienti colpiti da amiloidosi cardiaca senile.

"Le amiloidosi sistemiche – prosegue il professor Merlini - sono un gruppo di malattie rare, anche se tali soprattutto perché sottodiagnosticate. Una delle forme più difficili da trattare era proprio l'amiloidosi cardiaca senile, che colpisce soprattutto uomini, ultrasessantenni, e per la quale non esisteva finora una terapia. Il recente studio, al quale abbiamo dato anche il nostro contributo, ha accertato l'efficacia di una terapia farmacologica”. "E' il terzo studio a distanza di pochi mesi - aggiunge Stefano Perlini, cardiologo dell'Unità di medicina interna del San Matteo - attraverso il quale siamo riusciti non solo a ridurre la mortalità, ma a migliorare le capacità funzionali dei pazienti, ovvero a dare una migliore qualità, oltre che quantità, di vita". "Già nel 2013 - ricorda anche Laura Obici, sempre del Centro per lo studio e la cura delle amiloidosi sistemiche - si erano ottenuti dei risultati con un farmaco, ma questo studio cambia davvero la prospettiva della diagnosi, avendo dimostrato che la malattia è curabile, mentre prima riuscivamo solo a trattare i sintomi".

"Il Centro per lo studio e la cura delle amiloidosi sistemiche del San Matteo - commenta il direttore generale Nunzio Del Sorbo - è attivo dal 1986 e dispone dei più avanzati strumenti diagnostici e delle risorse terapeutiche più recenti. La sua attività di ricerca si pone ai primi posti a livello internazionale e il contributo fornito anche a questo studio multicentro ne è l'ultima dimostrazione”. "Questo è il San Matteo che noi vogliamo: un centro di riferimento non solo a livello regionale e nazionale, ma anche internazionale" conclude Giorgio Girelli, presidente della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo.