Pavia, 26 maggio 2018 - Un morso alla guancia, così forte da staccare un pezzo di pelle. Ieri in carcere a Torre del Gallo, un agente è stato azzannato da un detenuto africano di trent’anni che gli ha lacerato il viso. L’agente è finito all’ospedale, i medici lo hanno medicato e hanno applicato punti di sutura. La sua prognosi è di sette giorni. Carlo Cataldo, Segretario provinciale della Uilpa Polizia penitenziaria di Pavia, ha raccontato quanto accaduto: «Sembrava trattarsi di un normale intervento per sedare una lite tra compagni di camera detentiva. Quando è rientrato l’allarme, uno di questi, mentre si tentava di condurlo fuori dalla camera, ha sputato al preposto e, scagliatosi contro uno degli agenti, gli ha asportato un lembo di carne del viso. Una violenza che sembra non essere una novità per quel soggetto».

Sull'episodio è intervenuto anche Gian Luigi Madonia, Segretario regionale del sindacato di categoria: «Un episodio alla Hannibal Lecter – ha commentato – che rappresenta tutta la criticità di un sistema, quello penitenziario, ormai senza più certezze, caratterizzato dai costanti rischi per il personale». «Quando si ha a che fare con persone che non vogliono saperne delle regole, è evidente che il sistema andrebbe ricalibrato – ha aggiunto –. Dico questo perché sembra che il detenuto responsabile delle lesioni personali sia stato più volte segnalato per comportamenti in contrasto con le regole interne. Spesso si è reso protagonista di contestazioni e più volte ha distrutto il contenuto della propria camera per protesta. Un individuo che non dovrebbe essere trattato come gli altri».

Intanto in carcere a Voghera, i sindacalisti sono sul piede di guerra dopo che il Tribunale del Lavoro di Pavia ha rigettato un ricorso sulla gestione di ferie e turni. La questione è sorta per le ferie di Natale 2016, quando, ha spiegato la Uil, sono stati mandati in vacanza meno agenti del previsto. Era sorta una vertenza, che dopo i passaggi interni era finita davanti al Giudice del lavoro. Il magistrato ora ha rigettato il ricorso del sindacato: «Ha sostanzialmente affermato il principio che i diritti del personale, quali la fruizione delle ferie e l’articolazione dei turni secondo il contratto, possono essere compressi in presenza di carenza d’organico, giustificando l’operato di un Dirigente che ha agito unilateralmente seppur in presenza di accordi – ha spiegato Madonia –. Rispettiamo la decisione del giudice, ma non senza esercitare il diritto alla libertà di pensiero e prendere le distanze da un provvedimento che, oltre a non contenere alcun elemento attinente al diritto del lavoro, è un chiaro messaggio al personale con cui la Giustizia, si fa per dire, afferma un principio pericoloso: caro personale, devi sapere di essere costretto a sopportare il peso delle carenze che la tua stessa Amministrazione determina». Carlo Barbieri, Segretario Generale della Uil Pavia ha evidenziato: «Non possiamo sottovalutare le conseguenze che la decisione può determinare sulle logiche di gestione del personale del pubblico impiego, carente in ogni settore».