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31 mag 2022

Covid Pavia, al Policlinico San Matteo sono venti i ricoverati

Il direttore Raffaele Bruno: non riusciamo a scendere sotto questa soglia ma coi vaccini tutto è cambiato

31 mag 2022
Raffaele Bruno, 56 anni, direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico San Matteo e docente dell’Università (Torres)
Raffaele Bruno, 56 anni, direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico San Matteo e docente dell’Università (Torres)
Raffaele Bruno, 56 anni, direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico San Matteo e docente dell’Università (Torres)
Raffaele Bruno, 56 anni, direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico San Matteo e docente dell’Università (Torres)
Raffaele Bruno, 56 anni, direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico San Matteo e docente dell’Università (Torres)
Raffaele Bruno, 56 anni, direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico San Matteo e docente dell’Università (Torres)

Oltre 153mila contagiati in 27 mesi di pandemia, nelle ultime 24 ore 47 in più, ma l’emergenza Coronavirus dovrebbe essere alle spalle. "Non è importante non contagiarsi, quanto non sviluppare la malattia" sottolinea Raffaele Bruno, direttore di malattie infettive del San Matteo e docente dell’Università. A ieri in Policlinico 20 persone erano ricoverate nel reparto di degenza ordinaria e un paio in terapia intensiva. "Abbiamo una lenta e progressiva diminuzione dei ricoveri - aggiunge il professor Bruno -. Fino a pochi giorni fa erano una trentina, ora 20. Non riusciamo ad andare sotto questa soglia, ma essendo il nostro un ospedale di riferimento, ci arrivano pazienti da diversi territori". Come accade dal momento in cui sono iniziate le vaccinazioni, i ricoveri riguardano persone anziane che non hanno ricevuto il siero e immunodepressi sui quali le dosi ricevute non hanno avuto effetto. E, con questi dati incoraggianti si guarda alla prossima estate anche se qualche scienziato mette già in guardia in previsione dell’autunno, quando il Covid potrebbe "rialzare la testa".

"Essendo un virus respiratorio potrebbe diffondersi di nuovo in autunno - ipotizza Bruno -, ma non sappiamo che cosa accadrà. Non sappiamo neppure se il ceppo che potrebbe diffondersi sarà coperto dalle vaccinazioni che abbiamo ricevuto, se sarà necessario sottoporsi a nuova vaccinazione e se dovranno riceverla tutti o solo alcune categorie. Il virus muta, questi mutamenti però non sono sempre negativi". Per ora l’unica certezza è che alcune persone si sono contagiate più volte in ventisette mesi, altre una volta soltanto e alcuni sono riusciti a non “scontrarsi“ mai con il virus. "Non è una particolarità del Coronavirus - aggiunge -. Ci sono persone che non hanno un’influenza da anni e altre che si ammalano anche due o tre volte in un inverno. Col Covid è lo stesso, alcuni sono positivi asintomatici o paucisintomatici. L’importante è non ammalarsi in modo tale da richiedere l’ospedalizzazione. E con i vaccini ci siamo riusciti". Manuela Marziani

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