Incertezza sul futuro dei dipendenti di Arcore
Incertezza sul futuro dei dipendenti di Arcore

Arcore (Monza e Brianza), 25 gennaio 2019  - Il 2018  pare sia stato l’anno peggiore dei 70 di storia della Peg Perego, azienda conosciuta in tutto il mondo grazie alle carrozzine e ai passeggini per neonati e ai giocattoli per la prima infanzia.Un anno orribile che ha fatto registrare un calo di vendite del 25% a livello mondiale. Effetto della crisi della domanda, della concorrenza cinese che sforna prodotti per la prima infanzia a prezzi impossibili in Italia e delle vendite online.

Se le cose non cambieranno, il rischio sono possibili esuberi di posti di lavoro: 110 nella casa madre di Arcore, dove lavorano 440 persone, e 50 a San Donà del Piave. Fino all’8 aprile c’è il salvagente del contratto di solidarietà introdotto nel 2013 sulla base del principio «lavorare meno, lavorare tutti». Ma prima che finisca la solidarietà bisognerà trovare una soluzione che permetta di mantenere i livelli occupazionali. Per il momento non sono stati dichiarati esuberi. I sindacati Fim e Fiom sono stati informati dall’azienda del pesante calo di fatturato e delle possibili, preoccupanti, ripercussioni. "Abbiamo riferito tutto ai lavoratori nelle assemblee di fabbrica", dice Eliana dell’Acqua, Fim Brianza. Il 12 febbraio è stato fissato un primo incontro tra le parti per capire insieme come affrontare il problema e allontanare lo spettro di eventuali licenziamenti. «Puntiamo ad una soluzione condivisa, attraverso l’uso di strumenti alternativi, per gestire la situazione evitando un bagno di sangue occupazionale», racconta Stefano Bucchioni, Fiom Brianza. L’obiettivo è di evitare tagli di posti di lavoro. La cassa integrazione straordinaria e la naspi (indennità mensile di disoccupazione) potrebbero essere l’antidoto al taglio dei pasti di lavoro: "La naspi è uno strumento che potrebbe permettere a chi ha cominciato a lavorare dal 1979 e nel 1980 di raggiungere la pensione". L’azienda dal canto suo lavora ad un piano industriale di rilancio con investimenti nel marketing, ricerca sui prodotti ed e-commerce. La Peg Perego, fondata ad Arcore nel 1949 da Giuseppe Perego, ex disegnatore della Falck, e ora in mano al figlio Lucio, è diventata in poco tempo uno dei migliori rappresentanti del made in Italy nel mondo con i suoi prodotti per la prima infanzia. Questo grazie anche ad una forte spinta all’innovazione.

Fu la prima azienda in Italia ad utilizzare il tessuto gommato al posto della lamiera e dei vimini allora in uso. Negli anni, alla produzione tradizionale di prodotti per l’infanzia. Nel 1956, ad esempio, Perego acquistò dalla Germania il brevetto per realizzare in esclusiva mondiale le carrozzine capaci di salire le scale, pubblicizzate da Nives Zegna, novella Miss Italia. Fu sempre Perego a capire che passeggini, carrozzine e seggioloni erano prodotti stagionali, esattamente come il gelato: facili da vendere in primavera ed estate, difficili da piazzare nei mesi freddi. Per questo si inventò il settore dei giocattoli capaci di fare grande fatturato: macchinine e moto a batteria ricaricabili o a pedali vendute in tutto il mondo. Oggi l’azienda di Arcore è presente in tutto il mondo con un fatturato di 118 milioni di euro nel 2016 e di 116.835.035 nel 2017 (Fonte Report Aziende). Ma sono lontani, nell’era della globalizzazione, i tempi in cui il gigante assumeva eserciti di stagionali per fronteggiare i picchi di vendita, specie nel periodo natalizio.