FABIO LUONGO
Cultura e Spettacoli

Visiona Movie Fest 2024, Anna Galiena si racconta: "Ecco i miei giorni felici"

Da Parigi a Monza, l’attrice svela il suo amore per il teatro e il cinema

L'attrice Anna Galiena

L'attrice Anna Galiena

Monza, 26 maggio 2024 – Attrice italiana tra le più apprezzate all’estero, nella sua lunga carriera ha lavorato con giganti della regia come Patrice Leconte e Bigas Luna. Interprete di grande versatilità, ha da sempre il teatro nel cuore, ma è anche uno dei volti femminili per eccellenza del cinema italiano ed europeo. È lei, Anna Galiena, la Mathilde de “Il marito della parrucchiera“, la professoressa Majello de “La scuola“. L’attrice di origini romane, da tempo trapiantata in Francia, è la protagonista insieme a Franco Nero del film “Giorni felici“, al centro di uno degli incontri del festival con il regista Simone Petralia.

Il film racconta la capacità di riavvicinarsi e di amare anche nelle situazioni più difficili.

"Parla più esattamente della capacità di tornare ad amare proprio grazie a un periodo di grande difficoltà. È una storia d’amore che è andata a male e che nell’età più matura, proprio grazie a un grosso problema, vede le due persone protagoniste ritrovarsi, in tutti i sensi. È un film a cui tengo molto".

Lei ha un ruolo complesso, in cui oltre a un personaggio con le sue sfaccettature affronta anche il tema della malattia. Come si riesce a interpretare parti così?

"Come fa ogni vero attore: metti assieme tutto quello che hai, le informazioni che ti dà il copione e poi dai vita al personaggio".

Ha girato tanti film e ricoperto molti ruoli: a quali è più legata?

"C’è un film svizzero del 2002, “Oltre il confine“ di Rolando Colla: quello lo amo particolarmente. E poi un film inglese che ha girato poco in Europa, ‘The leading man’, che in Italia non si è visto. Naturalmente ‘Il marito della parrucchiera’ (primo grande successo dell’attrice, ndr) e tutti i film che ho fatto negli anni ‘90 in Italia. E ancora, un film francese con Michel Serrault, si chiama ‘Vieille canaille’, ossia ‘Vecchia canaglia’, mi piaceva molto".

Oltre che per il cinema ha lavorato molto anche in teatro e, più sporadicamente, per la tv: cosa preferisce?

"Io nasco con l’attività in teatro: per me il teatro, all’inizio, era l’unica cosa che mi interessava. Poi ho scoperto il cinema e mi è piaciuto anche quello. In tv invece ho fatto solo pochi, scelti sceneggiati. Diciamo che, se proprio mi mettono una pistola alla tempia, preferisco il teatro, perché il teatro è il luogo dell’attore: lì non sei né migliorato né peggiorato da accorgimenti tecnici, non puoi fare 20 ciak per una battuta non venuta. A teatro non ci possono sostituire, come attori, nemmeno con l’intelligenza artificiale".

Ha progetti in corso?

"Sì, ne ho uno molto a lunga gittata, che per ora è in fase di workshop. È la riscrittura delle ‘Troiane’ di Euripide: è un progetto nato in Francia da un talento italiano, Alessandra Puliafico, una persona che come me si è trasferita a vivere oltralpe. In questo momento il progetto sta prendendo forma, abbiamo già trovato chi lo vuole produrre: non anticipo nulla, ma è sorprendente".

È mai stata prima a Monza?

"Ho degli amici che venivano da Monza, ci sono stata tantissimi anni fa, ho un ricordo molto lontano, ma è bello riviverlo".