Sparatoria in strada a Seregno: è il giorno della sentenza

Due gruppi armati si erano scambiati 14 colpi di arma da fuoco in città Sei imputati, chieste pene fino a quattordici anni: i legali chiedono lo sconto

I due gruppi armati avevano esploso 14 colpi e un uomo era rimasto ferito

I due gruppi armati avevano esploso 14 colpi e un uomo era rimasto ferito

Seregno (Monza e Brianza) –  Pene ridotte per eccesso colposo in legittima difesa o per le attenuanti della provocazione e dello stato di ira? Lo decide oggi la giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Monza Silvia Pansini nel processo con rito abbreviato per il conflitto a fuoco tra due gruppi di calabresi pronti a uccidere, che non hanno esitato a sparare a raffica una fazione contro l’altra, almeno 14 colpi, ad altezza uomo. In pieno giorno. Da veicoli in corsa, in mezzo a un traffico sostenuto. Vicino a case, negozi e un oratorio pieno di bambini. Movente: un legame sentimentale interrotto tra una donna appartenente a una delle due famiglie con un uomo dell’altro gruppo. Oggi per i cinque accusati di concorso in tentato omicidio e un sesto accusato di favoreggiamento è prevista la sentenza.

La pm della Procura di Monza Sara Mantovani ha chiesto condanne tra i 9 anni e 8 mesi e i 14 anni di reclusione per i due fratelli di 28 e 48 anni, Cosimo e Giovanni Amato, residenti in Brianza, entrambi commercianti di materiali ferrosi, ma anche per l’unico ferito nella sparatoria, il 56enne Mario Romeo e i due figli di 32 e 29 anni, venditori di auto usate. L’inchiesta dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Monza, è stata chiamata “Far West” proprio per la modalità violenta del fatto accaduto l’11 luglio scorso quando, alle 11.15, lungo via Wagner a Seregno, due gruppi armati a bordo di un furgone Iveco Daily 35 e una Fiat Punto si sono fronteggiati in uno scontro a fuoco su 400 metri di strada urbana intensamente trafficata.

Al termine dell’inseguimento il furgone Iveco Daily 35 era riuscito a dileguarsi mentre la Fiat Punto con padre e due figli a bordo, dopo essere stata colpita da vari proiettili e speronata, era finita contro il marciapiede. I carabinieri hanno immediatamente identificato i due fratelli a bordo del furgone Iveco Daily 35 (di cui uno con precedenti per reati contro il patrimonio e porto abusivo di armi).

I due , nel pomeriggio del 13 luglio, sono stati arrestati in un’abitazione di Cesano Maderno con un fermo di polizia giudiziaria eseguito pochi attimi prima che potessero intraprendere la fuga con un’auto Mini ‘’pulita’’ che era stata portata loro da un parente già con il pieno di carburante. Costui, calabrese residente in Brianza, è il sesto imputato e accusato di favoreggiamento personale nei confronti dei fratelli Amato. Per lui la pubblica accusa ha chiesto una condanna a una pena minima. La difesa degli imputati di tentato omicidio ha chiesto il riconoscimento dell’eccesso colposo oppure le attenuanti.