Sergio Rilletti
Sergio Rilletti

Monza, 18 novembre 2020 - Nella vita ci sono momenti che rappresentano una svolta, un bivio. Sliding Doors. Sergio Rilletti, 51 anni, ne ha attraversati almeno due nella sua vita. Il primo quando i medici fecero un pasticcio alla sua nascita condannandolo a una vita in sedia a rotelle. Il secondo, a Monza. Nel Parco. Dove un’associazione per disabili se lo dimenticò su una carrozzina. Senza la possibilità di parlare in maniera intelleggibile per chiedere aiuto. Nel cuore di un immenso spazio verde a lui ignoto. Un’esperienza terrificante, dalla quale uscì miracolosamente con la sua forza d’animo e la sua intelligenza. Ne scrisse un racconto, Solo!, che presto fece il giro di radio, tv, web. E lo trasformò in scrittore. Oggi, a 14 anni di distanza, a dopo diversi libri e racconti, Sergio Rilletti è tornato. Con un nuovo libro. Dentro, c’è il suo personaggio più geniale: Mister Noir, un disabile in carrozzina capace di risolvere enigmi grazie a sagacia e sense of humour .

Perché torna il suo alter ego?
"Mister Noir ormai è più famoso di me, e torna in libreria grazie all’intraprendenza di Andrea Carlo Cappi (scrittore ed editor, ndr ), che ha inviato a Giada Trebeschi – capo-editor della Oakmond Publishing – alcuni racconti del mio libro precedente, e all’interesse di quest’ultima che ha accettato con grande entusiasmo di riproporre in volume l’intera serie, chiedendomi di rivedere i racconti già pubblicati e di aggiungere qualche inedito".

Chi è e perché lo ha creato?
"Mister Noir è un geniale detective privato affetto da tetraparesi spastica. È altamente ironico, e si considera un super-dotato in un mondo popolato da semplici normodotati. L’ho creato agli albori del 2003 per M-Rivista del mistero, con lo scopo di celebrare degnamente l’Anno Europeo della Disabilità… ritrovandosi così a essere il primo eroe disabile seriale della Storia della letteratura italiana, protagonista".

Cosa c’è in questo libro?
"Si intitola “Mister Noir” ed è in vendita su Amazon. È un’antologia che contiene undici storie, tra racconti e romanzi brevi – di cui tre inediti scritti appositamente per questo volume –, che esplorano diversi generi di thriller, fondendosi a volte con la Storia, più o meno recente, del nostro Paese, e con la vita reale del sottoscritto".

Perché un eroe disabile?
"Mister Noir non è solo disabile, ma è anche dotato di un grande senso dell’umorismo, a tutto campo, tanto da renderlo, appunto, protagonista di thriller umoristici. E questo mancava. Non bisogna pensare che una persona con disabilità viva in uno stato di perenne afflizione; non è così: i problemi congeniti che hanno una soluzione, magari con l’uso di un apposito ausilio, cessano di essere dei problemi, e gli altri si affrontano al momento, rigorosamente con ottimismo. Con Mister Noir cerco di trasmettere questo messaggio occulto, divertendo".

Lei è in carrozzina, perché?
"Sono affetto da tetraparesi spastica sin dalla nascita, causata dalla mancata assistenza dell’équipe medica ospedaliera al momento del parto: a quanto pare, volendomi fare a propria immagine e somiglianza, mi ha fatto nascere handicappato".

La gente e i disabili?
"A volte alcune persone hanno paura; paura di non capirmi e, quindi, di mortificarmi. In questi casi, io cerco di comunicare comunque con loro, accontentandomi di ciò che riescono a capire – seppur in modo approssimativo – del mio pensiero, per infondere loro fiducia".

Ci parli di Monza...
"Ci sono diversi importanti ricordi che mi legano a Monza. Innanzitutto, una bella esperienza lavorativa, durata due anni, alla sede dell’Agenzia giornalistica Hpress, che ho potuto vivere appieno grazie a un gruppo di colleghi che mi assistevano durante le ore di lavoro e la pausa-pranzo, dando gioiosa concretezza alla parola integrazione. Poi, un memorabile incontro, nel 2011, con una bella classe dell’Istituto Leone Dehon. E poi, ancora, redattori di quotidiani locali e riviste di associazioni che mi hanno contattato per intervistarmi, una bella e simpatica fisioterapista che sembrava uscita dai film, tre week-end passati alla Cascina Costa Alta per allenarmi alla vita autonoma, e, infine, la presentazione di Capacità Nascoste-La prima antologia diversamente thriller che abbiamo realizzato nel 2013, assieme ad Andrea Carlo Cappi, con il patrocinio del Comune di Monza".

Parliamo di svolte...
"Ci sono stati almeno due momenti di svolta nella mia vita. Uno, nel periodo in cui collaboravo con l’Agenzia giornalistica Hpress: ho avuto l’opportunità di partecipare a un concorso per un posto fisso come segretario in un’importante università di Milano; ma ciò mi avrebbe impedito di continuare a perseguire la mia passione per la scrittura, che invece avevo capito essere la mia vera strada, e allora mi feci raccomandare al contrario: per non superarlo!... L’altro, datato domenica 9 aprile 2006: quando un educatore “volpone” e un gruppo di volontari mi mollarono da solo in mezzo al Parco di Monza per farsi un giro in risciò… e della mia conseguente decisione di ribellarmi contro il clima di assoluta omertà che si era creato nei miei confronti – anziché accettare di subirlo passivamente –, scrivendo Solo! ... anche nella speranza di rintracciare la splendida coppia di giovani che, invece, quella fatidica domenica mi aveva aiutato in maniera encomiabile.
Avevo 9 anni quando decisi di diventare uno scrittore famoso, e da allora tutte le mie scelte, più o meno sostanziali, sono state indirizzate verso il mondo della scrittura creativa. Ma è all’età di 33 anni che iniziai la mia vera carriera di scrittore, quando cominciai a collaborare con M-Rivista del mistero".

Cos’è la scrittura per Lei?
"La possibilità di comunicare un pensiero, o una battuta umoristica, in tempo reale. Quando parlo, non sempre le persone capiscono subito quello dico, e a volte ci impiegano così tanto che, alla fine, non si ricordano più cosa mi avevano detto o com’era iniziata la mia frase. Quando scrivo, invece, il lettore capisce quello che dico nel momento esatto in cui lo legge. La scrittura, in questo senso, abbatte le barriere".

Potrebbe tornare a Monza?
"Be’, è proprio quello che accade in Assalto alla RAI , il racconto che chiude il mio nuovo libro. Le avventure di Mister Noir e la mia saga autobiografica Solo! sono le mie opere più importanti, per le quali verrò ricordato, quindi era inevitabile per me scrivere un crossover che le unisse… E la mia reale partecipazione al programma Tutti i colori del giallo di Luca Crovi (Rai Radio Due), dove parlai di Mister Noir e di Solo!, è il motivo scatenante che mi ha permesso di scrivere questo crossover".

Ha dedicato il libro allo scrittore Andrea G. Pinketts, morto di recente.
"Io e Pinketts ci conoscemmo il 27 novembre 1997, al Boulevard Café di Milano. Mi presentai a lui con una lettera e una mia amica, Federica. Non so se lui fu più colpito dalla mia lettera o dalla mia amica, ma, da quel preciso momento, tra noi si stabilì un’intesa perfetta che travalicò qualsiasi tipo di barriera, architettonica e culturale; inducendolo persino a prendermi tra le braccia per farmi salire e scendere le scale del Boulevard Café, dove teneva gli incontri letterari, introducendomi, di fatto, nel magico mondo del noir!... Lui, nonostante la dirompente prosopopea che mostrava in pubblico, apparteneva a quel genere di persone che teme di non capirmi, e mi disse una frase memorabile che ora ho messo in apertura del mio libro: “Tra me e te, il vero disabile sono io; perché tu capisci tutto quello che dico io, mentre io ho bisogno della tua amica per capire quello che dici tu!”".