Papà Salis incontra Vimercate: "L’indignazione è la nostra arma"

Ilaria Salis, detenuta in condizioni disumane in Ungheria, attende con apprensione l'udienza del 28 marzo. La sua storia ha scosso l'Italia, con Amnesty International che la sostiene. La lotta per riportarla a casa continua.

Papà Salis incontra Vimercate: "L’indignazione è la nostra arma"

Roberto Salis in biblioteca a Vimercate con lo scrittore Alfredo Somoza Il consiglio comunale ha chiesto di riportare Ilaria a casa

Nessuno può dimenticare la terribile immagine di Ilaria Salis incatenata in tribunale, a Budapest. E da ieri sera nessuno potrà più scordare neppure il racconto di papà Roberto che in biblioteca, a Vimercate, ha parlato ancora una volta della detenzione disumana alla quale la figlia è sottoposta dall’11 febbraio dell’anno scorso.

Se possibile, questi sono giorni ancora più difficili, vigilia "della prima vera udienza operativa sul suo caso – ha raccontato l’ingegnere – che si terrà il 28 marzo". Un altro spartiacque in una situazione che ha scosso tutto il Paese "e l’indignazione dell’opinione pubblica è l’unica possibilità che abbiamo". L’arma per fare pressione e riportarla a casa. Parole come pietre che cadono su una sala angosciata per la vita dell’insegnante 39enne di Monza. "Sta bene per quanto sia possibile nella sua condizione – ha esordito Roberto Salis – ma è agitata: la decisione su Gabriele Marchesi, l’uomo accusato con lei ma ai domiciliari in Italia, le fa paura. Secondo l’Ungheria dovrebbe essere consegnato a Budapest"". Al suo fianco, Paolo Pobbiati di Amnesty International. "Seguiamo Ilaria dal principio, la sua storia si inserisce in un contesto preoccupante", ha spiegato l’attivista. Ma sono le parole della maestra dal carcere nella lettera di 18 pagine consegnata alla famiglia dopo mesi di silenzio obbligato a toccare nel profondo. "Otto giorni senza carta igienica, (all’arresto)", "in mutande, reggiseno e calzini", prima che le fossero consegnati vestiti sporchi e stivali di un numero diverso dal suo, "tumulata viva", "chiusa in cella per 23 ore al giorno". Salis è stato invitato in città dal gruppo consiliare “Indipendenti a sinistra“. Qualche giorno fa in aula la mozione per far rientrare Ilaria a casa è passata all’unanimità. Bar.Cal.