L’Hockey dei miracoli, gli scudetti il pattinaggio e anche gli skate

La Federazione italiana sport rotellistici a Monza celebra la storia dell'hockey e del pattinaggio, con leggende come Cesare Bosisio e campioni emergenti come Lorenzo Guslandi e Stefano Barbizzi. La tradizione sportiva continua con l'Hockey Roller Club Monza e atleti di livello mondiale.

L’Hockey dei miracoli, gli scudetti il pattinaggio e anche gli skate

Cesare Bosisio classe 1936 soprannominato “il belga“ vincitore di cinque scudetti col leggendario Hockey Monza

C’era chi ha fatto la storia del rotellismo e chi sta ottenendo ottimi risultati in cerca di una definitiva affermazione. Sono 12, infatti, le specialità che fanno parte della Federazione italiana sport rotelllistici, una volta denominata Federazione italiana hockey e pattinaggio. Alla serata del Panathlon ha preso parte anche una leggenda dell’hockeismo monzese come Cesare Bosisio, classe 1936, soprannominato “il belga“, vincitore di cinque scudetti con l’Hockey Monza. Bosisio senior era accompagnato dal figlio Gianluca, giocatore del vecchio Roller. Il club biancorosso vinse in tutto sette scudetti, la conquista dell’ottavo fu solo sfiorata più volte. Nel 1989 l’assegnazione dello scudetto di hockey su pista fu decisa da un derby, unico caso nella storia della disciplina in Italia. L’arrembante Roller Monza si impose sull’Hockey Monza. In seguito la società biancazzurra vinse altre tre titoli tricolori. La tradizione hockeistica in città è ora portata avanti dall’Hockey Roller Club Monza, che disputa gli incontri casalinghi di Serie A1 al PalaBiassono.

All’incontro del Binario7 hanno partecipato campioni del pattinaggio come Antonella Mauri, Roberto Riva ed Elena Bonati. Ma c’erano anche gli atleti delle discipline emergenti come il monzese Lorenzo Guslandi e il limbiatese Stefano Barbizzi, protagonisti a livello mondiale, rispettivamente, nel freestyle slalom e nel dowhill skateboarding. Barbizzi, 33 anni, difenderà a settembre in Italia il titolo mondiale conquistato nelle Filippine. "Questa – ha ammesso Barbizzi – è una passione di famiglia. Siamo tutti skaters". "Lo sport – ha spiegato Guslandi, celiaco e diabetico – è stata la mia medicina, la mia ancora di salvezza".

G.G.