Tribunale di Monza a pezzi, e costa un milione di euro di affitti all’anno. Allarme della presidente

Maria Gabriella Mariconda lancia l’allarme per la situazione logistica del sesto Tribunale d’Italia per importanza: “Strutture edilizie inadeguate”

La presidente Mariconda

La presidente Mariconda

Un milione di euro di affitti all’anno da pagare per i prossimi 10 anni per le 11 sedi dislocate per l’assenza di una cittadella giudiziaria e il Palazzo di piazza Garibaldi in cui l’ala est in ristrutturazione non sarà pronta prima della fine del 2025, mentre nell’ala ovest si devono spendere 70mila euro per la sistemazione dei tetti, ma ancora al primo piano le crepe riempiono pareti e pavimenti. La presidente del Tribunale di Monza Maria Gabriella Mariconda lancia l’allarme per la situazione logistica del sesto Tribunale d’Italia per importanza.

"A dispetto delle notevoli dimensioni dell’ufficio – sia come bacino d’utenza e flussi di affari, sia come dotazione complessiva di personale – il Tribunale è da tempo in grande sofferenza per l’inadeguatezza delle strutture edilizie, che vedono magistrati e addetti delle cancellerie operare in spazi angusti e disagevoli, con gravi difficoltà anche per avvocati, professionisti e semplici cittadini, i quali devono accedere a servizi dislocati in vari edifici della città di Monza - scrive la presidente nella relazione sull’anno giudiziario 2023 - Il Tribunale, infatti, è articolato in cinque plessi immobiliari, di cui tre nel centro cittadino ed altri due più distanti. A questi si aggiungono tre ulteriori stabili, o porzioni di essi, che ospitano gli archivi (due in Monza e uno in Desio)".

L’edificio principale di piazza Garibaldi "necessita di manutenzione straordinaria" mentre i locali dell’ala est, un tempo occupati dalla Procura "si presentano in condizioni di particolare degrado e sono attualmente oggetto di ristrutturazione, ma la conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2025". In relazione a questo intervento sono stati presi in locazione un immobile in via Annoni per l’archivio cartaceo e la ex Prefettura in via Prina per una parte dei giudici civili, che hanno fatto posto ai 68 dipendenti amministrativi temporanei dell’Ufficio del processo. Le infiltrazioni di acqua dei forti temporali estivi e gli allagamenti hanno reso necessario uno stanziamento di 70mila euro per la sistemazione delle coperture. "È stata anche rappresentata la problematica di alcune vistose crepe comparse sui muri e sul pavimento dell’ufficio gip, che devono essere costantemente monitorate", aggiunge Maria Gabriella Mariconda. Il progetto degli archivi accorpati nella ex caserma IV Novembre è stato abbandonato e sono scomparsi i quasi 50 milioni di euro del Pnrr per la realizzazione della cittadella giudiziaria e al loro posto ne sono rimasti meno di 14 dati dal Ministero per il risanamento dell’ex caserma San Paolo.

"Venuta meno la possibilità di investire su un progetto globale che avrebbe dovuto garantire a Monza un comparto edilizio giudiziario idoneo a comprendere tutti gli uffici - spiega la presidente - si era ritenuto di proporre al Ministero la soluzione dell’acquisto da parte del Demanio di un immobile in via Cavallotti, al costo di 7 milioni di euro, idoneo ad ospitare tutto il settore civile e relative cancellerie e dotato di un parcheggio interno molto ampio - circa 130 posti auto - e collocato in prossimità della Stazione ferroviaria, oltre che della futura metropolitana. Si sarebbero così liberati spazi utili con notevole risparmio di spesa, rispetto al costo previsto per la riconversione dell’ex Caserma San Paolo, con la possibilità di impiegare parte dei fondi per l’adeguamento impiantistico e la ristrutturazione anche delle ali nord e ovest del palazzo di piazza Garibaldi e della sede di via Vittorio Emanuele. E di cessare tutte le locazioni che incidono, attualmente, per quasi 1 milione di euro all’anno per almeno i prossimi 10 anni"". Ma il Demanio ha risposto picche.