La protesta in Brianza. Flash mob in tuta bianca: "Mai più morti sul lavoro"

Ogni 12 mesi denunciati 7.500 infortuni: è la media degli ultimi cinque anni. Attenzione anche "per gli incidenti che lasciano le persone menomate".

La protesta in Brianza. Flash mob in tuta bianca: "Mai più morti sul lavoro"

La protesta in Brianza. Flash mob in tuta bianca: "Mai più morti sul lavoro"

Federica Cattaneo incrocia le dita: "Zero morti in Brianza in questo inizio del 2024, ma ho paura a pronunciare questo numero". La responsabile della sicurezza della segreteria confederale della Cgil di Monza e Brianza sa che non si può abbassare la guardia.

Non solo per le morti (4 lo scorso anno, ma addirittura 14 solo cinque anni fa), ma anche "per tutti quegli incidenti che lasciano le persone menomate", dice. Già, perché i numeri fanno paura: negli ultimi cinque anni, secondo i dati di Ats Brianza e Inail, la media degli infortuni denunciati in Brianza è stata di 7.500 ogni dodici mesi su 64mila imprese e 274mila lavoratori. Un motivo in più per dire “Mai più morti sul lavoro” con il flash mob organizzato ieri. Tutti in tuta bianca in via Passerini davanti ad Assimpredil Ance. Un presidio organizzato anche in Brianza dopo le morti sul lavoro di Firenze da Cgil e Uil territoriali e Fillea Cgil, Feneal Uil, Fiom Cgil e Uilm Uil, le rispettive categorie degli edili e dei metalmeccanici. Obiettivo, "sensibilizzare la cittadinanza e richiamare alle loro responsabilità le istituzioni e le parti datoriali". Le lavoratrici e i lavoratori hanno indossato delle tute bianche e si sono stesi in strada a simboleggiare il numero dei morti sul lavoro del 2024 in Italia: da gennaio sono già 145, di cui 5 in Lombardia. Ma gli infortuni mortali sono la punta dell’iceberg. In molti casi vengono applicati contratti collettivi non coerenti con i settori di appartenenza per offrire ulteriori risparmi al sistema economico. Un risparmio che si traduce in infortuni e morti sul lavoro, denunciano i sindacati. "Esprimere cordoglio ed essere vicini alle famiglie così duramente colpite nei loro affetti non basta. Tra pochi giorni, l’informazione e la politica rimuoverà questa ennesima strage dalle proprie agende, dando priorità al profitto, allo sfruttamento di chi lavora, a un sistema economico privo di responsabilità sociale – conclude Federica Cattaneo –. Bisogna andare oltre gli impegni. Il Governo deve immediatamente allargare ai privati l’applicazione delle norme previste dal codice degli appalti per il pubblico". Tra gli imputati, "la reintroduzione degli appalti a cascata nel settore privato e del massimo ribasso nei bandi di gara dimostrano da parte governativa poca o nessuna attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro", ricorda Gian Carlo Pagani, coordinatore territoriale Uil Monza Brianza.