Brugherio (Monza e Brianza), 25 ottobre 2017 - Suona il citofono. Sono le tre di notte. Si corre a rispondere, ma dall’altra parte nessuno fiata. È solo l’ultima minaccia per Natalia, la 19enne di Brugherio, in Brianza, che il 14 ottobre ha travolto e ucciso Stacey, 14 anni, di Vimercate, mentre attraversava sulle strisce per andare a scuola. La piccola è morta al Niguarda dopo quattro giorni di agonia. L’automobilista, invece, è finita alla gogna. Volantini, scritte sui muri, insulti via Facebook: tutti contro di lei. «Ci vuole la legge del taglione». «Ti faremo fare la stessa fine». Un inferno, che l’ha spinta a chiudersi in casa e in se stessa. Come se fosse in prigione.

«Qualcuno l’ha già condannata», dice il suo difensore Greta Maria Marchesi. «E non è giusto», aggiunge. La studentessa sta male. Sconvolta dalla fine della conoscente, che era stata a trovare in ospedale, insieme ai genitori, quando ancora si sperava. Natalia ha fornito una versione dei fatti al vaglio degli inquirenti. «Non l’ho vista. Mi sono fermata. Poco dopo l’impatto è arrivata la polizia locale, una vigilessa ha chiamato il 118. Non è vero che me ne sono andata, come se nulla fosse». Nel plesso scolastico che entrambe, vittima e investitrice, frequentavano, ieri è circolata una velina piena di parolacce all’indirizzo della 19enne. Frasi irripetibili. Lo riferiscono i vigili di Vimercate, gli stessi che l’hanno rintracciata un’ora e mezza dopo l’incidente, quella maledetta mattina. Era in classe in lacrime, dopo aver raccontato a un insegnante e a un’amica quel che era successo. I cyberbulli la insultano. E lei non è più ritornata fra i banchi. Non lascia mai la sua cameretta, se non per andare dalla psicologa, scortata da mamma e papà. «Stiamo raccogliendo tutti gli elementi sugli autori di questi gesti – spiega l’avvocato –, informeremo la Procura di quel che accade».

Daniele Zangheri, preside del Floriani, al quale Natalia è iscritta, conferma che la famiglia ha manifestato la volontà di trasferirla. «Li incontrerò nei prossimi giorni». Mentre Giancarlo Sala, preside del Liceo Banfi, la scuola di Stacey, condanna senza riserve chi si sta accanendo sui social network. «Spetta ai magistrati stabilire le sue responsabilità, non ad altri». Aggiunge subito «non esprimiamo giudizi su Natalia, né abbiamo pregiudizi. Capiamo perfettamente quel che sta passando. Oggi, forse colpevolmente, siamo fermi al dolore per la perdita di Stacey e per quello dei suoi genitori». Il banco vuoto in Prima A ha lasciato tutti attoniti. Uno psicologo aiuta i compagni della ragazzina ad affrontare il distacco. Domani pomeriggio, funerali blindati a Vimercate. Si teme la piazzata di uno dei tanti giustizialisti che si sono presi la briga di sputare sentenze.