Il miraggio della “liberazione”. Sfrattato il villaggio dei pusher ma nel bosco si spaccia ancora

Quattro anni senza gli accampamenti lungo la ferrovia al Villaggio Brollo, meta di clienti da tutta Lombardia. La festa degli Amministratori con il consiglio comunale dei ragazzi, anche se la “pulizia“ non è finita.

Il miraggio della “liberazione”. Sfrattato il villaggio dei pusher ma nel bosco si spaccia ancora

La cerimonia per celebrare lo smantellamento della centrale di spaccio alle Groane

Quattro anni senza gli accampamenti degli spacciatori 24 ore su 24 nella fetta di Parco delle Groane che si affaccia sulla stazione ferroviaria del Villaggio Brollo: l’altra mattina l’Amministrazione comunale di Ceriano Laghetto ha voluto tornare a celebrare la "liberazione" di quello che era noto, anche a livello nazionale, come il "bosco della droga". Lo ha fatto con il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze e con alcuni ospiti speciali come il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio e il volto noto di Striscia la Notizia, Rajae Bezzaz, che fu testimone con alcuni suoi servizi di quanto accadeva qui fino al 2020. Ma se la giunta a trazione Lega parla di "vittoria", l’opposizione sottolinea la continuità dello spaccio e parla invece di "favole leghiste". I ragazzi della scuola hanno raggiunto a piedi il bosco in cui si ricordano le presenze di baracche, tende di fortuna, rifugi coi cartoni, tavolini, materassi, in cui era attivo quotidianamente uno dei più grossi mercati della droga del Nord Italia. Sul posto c’erano i rappresentanti delle Forze dell’ordine a cui è andato il primo ringraziamento dei presenti. "È importante essere qui perché gli spacciatori hanno occupato questo posto per 10 anni ed erano qui sempre, giorno e notte e ora, grazie al grande lavoro svolto incessantementedalle Forze dell’ordine, con un’indagine lunghissima e impegnativa, è stato ripulito ed è tornato nostro" ha detto il vicesindaco Cattaneo, con il sindaco Roberto Crippa che ha ricordato: "Qui accadevano cose inenarrabili. In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro, con supporto di tutte le istituzioni. Siamo qui a difendere e prenderci cura del nostro territorio" rivendicando il “metodo Ceriano” fatto di sopralluoghi quotidiani da parte di volontari, amministratori e polizia locale fino all’allontanamento di gran parte degli spacciatori. Non la vede così il gruppo d’opposizione Orizzonte Comune: "Ci sembra che la realtà si discosti del tutto dal mondo delle fiabe raccontato dai leghisti cerianesi" si legge in una nota. "Leggiamo e sentiamo un numero sempre maggiore di nostri concittadini che si lamentano del fatto che lo spaccio non sia sparito, nei boschi come dentro le vie del paese", parlando poi di "ennesimo fallimento dell’amministrazione leghista cerianese, che festeggia una favola invece di affrontare i problemi e una realtà sotto gli occhi di tutti".