Dentix
Dentix

Monza, 9 luglio 2020 - Non si sblocca la crisi Dentix e per dare uno scossone dalla Brianza si prova a portare il caso fino al Parlamento. È stata spedita ieri la lettera del segretario Adiconsum Monza Brianza, Marzio Galliani, indirizzata a deputati e senatori eletti sul territorio "per chiedere un vostro interessamento su un grande problema che sta affliggendo centinaia e centinaia di brianzoli e non". Un appello rivolto ai leghisti Massimiliano Capitanio e Paolo Grimoldi, all’azzurro Andrea Mandelli, al grillino Davide Tripiedi e al senatore democratico Roberto Rampi, a cui viene ricordata la situazione che si è creata subito dopo la fine del lockdown, quando i 56 ambulatori odontoiatrici della catena spagnola Dentix presenti in Italia, tra cui quello di Monza in piazza Garibaldi, non hanno più riaperto lasciando in sospeso numerose situazioni, sia di clienti che hanno anticipato i pagamenti, o attivato finanziamenti, per prestazioni non svolte e sia di pazienti i cui trattamenti ai denti sono stati iniziati ma non possono essere conclusi.

Come uno dei casi più gravi seguito da Adiconsum di un pensionato che prima del lockdown ha attivato il finanziamento alla Dentix per un costoso ponte ed è stato sottoposto alla prima parte dell’intervento con l’estrazione di 12 denti, ed ora si trova con l’impossibilità di mangiare e pure con le rate dell’operazione rimasta a metà da pagare. All’associazione dei consumatori della Cisl brianzola, che a Monza ha lo sportello in via Dante 28, si sono già rivolte oltre una cinquantina di persone per un totale di anticipi e finanziamenti per prestazioni rimaste interrotte o non svolte da Dentix per un valore complessivo di almeno 500mila euro.

«Ora è chiaro che chi si è rivolto a Dentix – si legge nella lettera inviata dal segretario di Adiconsum ai parlamentari brianzoli - è un’utenza che non può permettersi costosi dentisti ma non è per questo che deve essere trattata truffaldinamente". L’ufficio legale di Adiconsum sta cercando una linea di difesa per i consumatori di fronte a una società, la Dentix Italia che è il ramo italiano costituito nel 2014, che a inizio mese ha chiesto il concordato preventivo. "Chiediamo a voi - conclude la lettera – che facciate il vostro lavoro-dovere, del resto le leggi non le fanno i cittadini. I tempi sono stretti".

La casamadre Dentix Spagna ha fatto richiesta nei tribunali iberici di istanza pre-fallimentare, mentre da parte di Dentix Italia, che conta un organico di 420 dipendenti, 56 direttori sanitari e 229 medici, l’ultima posizione è quella espressa la scorsa settimana dal suo presidente Angel Lorenzo Muriel quando ha comunicato che "è stata presentata presso il tribunale di Milano la richiesta di concordato preventivo in continuità. L’obiettivo è di arrivare alla riapertura delle cliniche , prestare le cure necessarie ai pazienti, ristrutturare il debito finanziario, tutelare i creditori, i dipendenti e collaboratori. Le cliniche Dentix Italia hanno interrotto la loro attività a causa della pandemia e al conseguente lockdown. Una situazione eccezionale e del tutto imprevista che ha acuito in maniera improvvisa alcune difficoltà finanziarie già esistenti".