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21 apr 2022

"Davanti a questa Giustizia, mi pento di avere presentato denuncia"

Franco Bonfanti ci ha messo la faccia arrivando a dover chiudere la propria azienda, il suo sfogo in una lettera alla ministra Cartabia

gabriele bassani
Cronaca
Franco Bonfanti, 65 anni, di Cesano Maderno,. conducente di autobus
Franco Bonfanti, 65 anni, di Cesano Maderno,. conducente di autobus
Franco Bonfanti, 65 anni, di Cesano Maderno,. conducente di autobus

di Gabriele Bassani

"Egregio Ministro, davanti a questa Giustizia, mi pento di avere presentato denuncia, di averci messo il nome, la faccia e anche tanti soldi per pagare gli avvocati, dopo avere perso la mia azienda".

Si sfoga così Franco Bonfanti, di fronte all’ennesimo rinvio del procedimento penale che riguarda l’intricata vicenda dell’affidamento del servizio di scuolabus di diversi comuni della Brianza alla medesima azienda di origini campane.

"Un altro rinvio di 9 mesi, passano gli anni e finirà tutto in prescrizione, avremo buttato via soldi e tempo per nulla", dice amareggiato Bonfanti che, all’uscita dal Tribunale di Monza, martedì pomeriggio, ha scritto di getto una lettera indirizzata alla ministra della Giustizia Marta Cartabia, a cui si era già rivolto qualche mese fa per raccontare la sua vicenda. Franco Bonfanti, 65 anni di Cesano Maderno, da sempre conducente di autobus, era titolare fino a qualche anno fa, insieme ai suoi fratelli, di una storica azienda di autoservizi di Cesano. Nel 2012 inizia la sua personale battaglia contro quelle che ritiene modalità di assegnazione del servizio scuolabus non corrette in diversi comuni brianzoli, a cominciare da quello di Cesano Maderno. Raccoglie meticolosamente documenti, pareri, atti, circolari, si confronta con la Motorizzazione civile, con la Polizia di Stato, con il ministero delle Infrastrutture, con Regione Lombardia che emana i regolamenti per il servizio e ad un certo punto, nel 2016 presenta una corposa denuncia alla Procura di Monza da cui partono le indagini che porteranno ad un rinvio a giudizio nel 2019.

"La prima udienza – scrive Bonfanti – è dell’11 dicembre 2019, rinviata ad aprile 2020, poi rinviata ad ottobre per essere rinviata ad aprile 2021 per essere nuovamente rinviata il 22 settembre 2021 e quindi al 19 aprile scorso. Le lascio pensare come siamo rimasti tutti basiti quando la giudice rinviava il procedimento in data 10 gennaio 2023 per l’escussione dei testi", prosegue Bonfanti.

"Ovvio che così facendo si rischia che il procedimento cada per decorrenza dei termini, ed è altrettanto ovvio che per il sottoscritto significherebbe oltre al danno anche la beffa visto che a seguito di questi accadimenti la mia società e stata costretta a chiudere l’attività già nel dicembre del 2013. Alla luce di quanto sopra mi chiedo e le chiedo se è questa la riforma della Giustizia che il Governo sta perseguendo". Bonfanti non è il tipo che si rassegna facilmente, anzi. Però adesso è stanco e deluso e comincia a farsi qualche domanda. "Mi chiedo se sia valsa la pena di fare tutto quello che ho fatto. Le lettere spedite che restano senza risposta e devi richiamare 5, 10, 20 volte prima di riuscire ad avere un riscontro, funzionari che si negano, documenti che non si trovano. Poi arrivi in Tribunale dove speri di avere finalmente giustizia e passano i mesi da un rinvio all’altro. Tante volte mi chiedo se in questo Paese ha ancora un senso denunciare".

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