Dalla mafia al co-housing sociale. Il Comune pensa in grande

Un appartamento sequestrato alla criminalità organizzata torna così alla comunità

Dalla mafia al co-housing sociale. Il Comune pensa in grande
Dalla mafia al co-housing sociale. Il Comune pensa in grande

Da casa sequestrata alla criminalità organizzata a un progetto di co-housing sociale. Come previsto dal Codice antimafia, che disciplina le disposizioni sulla destinazione dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, il Comune di Bovisio Masciago ha manifestato l’interesse alla Anbsc, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per l’assegnazione di unità immobiliari sul territorio da destinare a finalità istituzionali.

"I beni sequestrati, nel dettaglio 1 appartamento e 4 box in via Pascoli, rappresentano per il territorio una potenziale risorsa dal punto di vista economico e di risposta ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione - dichiara l’assessore alla Politiche sociali Simone Carcano - ma svolgono anche un ruolo fortemente simbolico, dalla restituzione alla collettività di un bene confiscato si riparte, ribaltando la logica della criminalità, dove si annidavano illegalità, violenza, omertà e sopraffazione, può nascere riscatto morale e senso di comunità". La volontà è quella di destinare l’appartamento in gestione per sviluppare un progetto di co-housing sociale a carattere fortemente innovativo e destinato a fornire un servizio di accompagnamento verso l’autonomia a individui e nuclei famigliari in situazioni di fragilità, attraverso procedure di co-progettazione con Enti del Terzo settore. I restanti immobili, ovvero i garage trasferiti, saranno destinati alla produzione di reddito per il Comune, mediante locazioni, introiti vincolati per progettualità e attività aventi finalità sociali. "La concreta restituzione alla società civile di un bene confiscato non può prescindere da una gestione efficiente del bene stesso e dalla compiuta realizzazione di attività progettuali in grado di incidere positivamente sul tessuto sociale ed economico - continua l’assessore al Patrimonio Katia Mattiussi -: si procederà pertanto entro le prossime settimane ad attivare le procedure amministrative atte a identificare i soggetti del terzo settore più idonei a collaborare con l’Ente, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento".