Barricate politiche e di quartiere. Petizione contro il centro profughi

L’opposizione attacca il sindaco portandogli le firme raccolte a Triante: "Non ha fatto niente per evitarlo"

Barricate politiche e di quartiere. Petizione contro il centro profughi

Barricate politiche e di quartiere. Petizione contro il centro profughi

Le barricate politiche e la petizione dei cittadini. Il via libera della Prefettura al centro profughi in via Monte Oliveto (affidato in gestione alla cooperativa Intesa Sociale) scalda il clima in città. In particolare nel quartiere di Triante. Il centrodestra compatto punta il dito contro il sindaco di Monza Paolo Pilotto, "colpevole di non aver battuto i pugni sul tavolo" e di non aver intrapreso una "battaglia" per evitare questa situazione. Ora i consiglieri comunali di centrodestra hanno presentato in Comune una petizione firmata dai residenti della zona e chiesto di convocare un consiglio comunale straordinario nel quartiere Triante insieme ai cittadini.

"Una storia incredibile – dichiara l’ex sindaco Dario Allevi –. Se non fosse uscita l’intervista al presidente della cooperativa non avremmo saputo nemmeno della vicenda. Poi, una volta discussa in aula, abbiamo presentato una mozione comune di minoranza e maggioranza per chiedere alla Prefettura di non aprire il centro, ma puntare ad un’accoglienza diffusa. Tuttavia, quando si è votato il documento il sindaco non era presente, perché a una cena di Assolombarda con la prefetta. A nostro avviso – prosegue l’ex primo cittadino – il sindaco ha fatto orecchie da mercante, prendendo in giro maggioranza e minoranza. Non è vero che non ha voce in capitolo, noi intervenimmo per il caso analogo di via Asiago, risolvendo la situazione con un confronto con Prefettura e cooperativa". "L’altro ieri ho presentato in Comune la mozione firmata da 300 residenti in cui dicono di sentirsi presi in giro – continua il consigliere di Forza Italia Massimiliano Longo –. Queste sono decisioni che cambiano la loro vita. L’accordo è di una gestione di 6 anni, più altri 6 possibili di rinnovo". "Quello di via Monte Oliveto diventerà il primo Cas di Monza – conclude la consigliera del Gruppo Misto Martina Sassoli (e consigliera regionale di Lombardia Migliore) –. Chiedo ufficialmente l’intervento diretto del presidente di Regione Attilio Fontana e dell’assessore alla Sicurezza Romano La Russa. Non può essere ospitato un numero elevato di persone, da 51 a 100, in 450 metri quadrati, si crea un problema umanitario e di sicurezza. Bisogna intervenire con Regione perché Ats Brianza riveda i parametri. Oltretutto l’immobile risulta in vendita: il privato, a cui conviene un’accoglienza concentrata, lo vende facendoci profitto".

Dalla maggioranza a rispondere è il segretario del Pd monzese Valerio Imperatori. "Anche noi esprimiamo preoccupazione per gli standard igienico-sanitari – spiega –. A determinare questa situazione è stato il decreto Cutro voluto dal Governo Meloni, tagliando sui servizi fondamentali per chi viene accolto, a cui dovranno sopperire ora Amministrazione, Terzo settore e associazioni". Poi la dichiarazione d’intenti: "Vogliamo creare una commissione per monitorare tutte le fasi dell’intervento della Prefettura. Le condizioni di vita degli ospiti vanno verificate, così come il numero e la qualità dei servizi. Intanto il sindaco ha ottenuto le garanzie che ha potuto: che siano persone che già lavorino e che ci sia un monitoraggio continuo delle Forze dell’ordine per l’intera area. Occorre che anche Ats riveda i parametri degli spazi di accoglienza. Se il Governo determina queste situazioni e altri Comuni della provincia non vogliono collaborare non è di certo responsabilità del primo cittadino".